McCain fa il duro. Obama ribatte
WASHINGTON. "Senatore, che cosa aspetta a tirar fuori i guantoni?". Ad un comizio in Ohio un militante repubblicano ha rivolto questa domanda a John McCain, che aveva appena finito di parlare spiegando le ragioni per cui alla Casa Bianca sarebbe bene venisse eletto lui e non il candidato democratico, Barack Obama. McCain ha smesso di firmare autografi e, rivolgendosi direttamente all'interessato, gli ha risposto con questa domanda: "Che ne dici se comincio dal faccia a faccia di martedì prossimo?".
In questa risposta del senatore bianco dell'Arizona c'é tutta la strategia che i repubblicani intendono mettere in campo nell'ultimo mese di campagna elettorale. A cominciare da martedì prossimo, quando a Nashville, in Tennessee, si svolgerà il secondo dibattito tra i due candidati alla Casa Bianca, John McCain d'ora in poi "tirerà fuori i guantoni" per colpire duro nei confronti del senatore nero dell'Illinois, Barack Obama.
Lo hanno confermato al Washington Post e al Wall Street Journal alcune fonti interne allo staff elettorale repubblicano, precisando che a cominciare da questa settimana McCain alzerà il tono della polemica nei confronti di Obama. Gli muoverà, di comizio in comizio, non solo le solite accuse di essere "ingenuo", "inesperto", "un rischio per l'America".
Ma anche quelle più dirette di essere amico dell'immobiliarista di Chicago Tony Retzko, sotto processo con l'accusa di frode, o - come ha fatto ieri la vice di McCain, Sarah Palin - di aver frequentato alla fine degli anni Sessanta persone come William Ayers, diventato poi un terrorista aderente al gruppo radicale americano estremista Weatherman.
Questa nuova strategia è stata definita "jujitsu politico" da parte dei democratici, secondo i quali quello di McCain è il tentativo di distogliere l'attenzione dalla vera questione politica oggi sul tappeto, la crisi economica. Nell'ultimo suo comizio tenuto a Newport News, in Virginia, Barack Obama si è limitato a dire che McCain è "erratico in una crisi" e vaga al punto da essere "fuori contatto con la realtà".
Ma il candidato democratico ha evitato di scendere sul piano degli attacchi personali. Si è soffermato invece ad esaminare nel dettaglio, per bocciarlo, il piano di assistenza sanitaria predisposto da McCain. La campagna di Obama, ha spiegato il direttore della comunicazione, Dan Pfeiffer, vuole evitare di entrare in una spirale di attacchi personali e mantenere invece un "messaggio positivo", restando focalizzato "sui problemi veri".
"Se John McCain pensa di poter voltare pagina dalla crisi economica che le famiglie americane stanno affrontando, significa che è ancor più lontano dalla realtà di quanto noi stessi pensassimo", ha detto Pfeiffer a "Politico".
I più recenti sondaggi danno ragione a Obama: nell'ultima rilevazione giornaliera dalla Gallup il candidato democratico ha ulteriormente incrementato il suo vantaggio sull'avversario e si trova ora avanti di 8 punti (50-42) a livello nazionale. Ma anche in Stati tradizionalmente repubblicani come la Virginia le rilevazioni rese note ieri dalla Cnn danno Obama in vantaggio (48-47). Senza contare Stati-chiave come Ohio o Pennsylvania, dove Obama è dato in vantaggio con percentuali che variano dai 3 ai 9 punti.
Data questa situazione, i due candidati si preparano ad affrontarsi martedì prossimo a Nashville, Tennessee, per il secondo faccia a faccia presidenziale. Il primo - a conti fatti - era stato noioso. John McCain promette che il secondo sarà più combattuto, "gli americani possono starne certi".












