Berlusconi "filo Putin". Interviene l'Ambasciata della Georgia. Guzzanti attacca il premier
ROMA. Un mezzo incidente diplomatico, la contestazione di un fedelissimo della prima ora e l'apertura di una polemica dentro il Pdl. Tanto è costata a Silvio Berlusconi la giustificazione dell'operato di Vladimir Putin nella crisi georgiana di questa estate. L'antefatto: qualche giorno fa, durante il comizio alla festa del Pdl di Milano, Berlusconi ha ampiamente giustificato l'invasione della Georgia, sostenendo che "la reazione di Putin è stata logica contro un presidente che si è macchiato di gravissimi fatti di sangue". Ieri è arrivata la piccata reazione georgiana: l'ambasciata di Tblisi a Roma ha fatto diffondere, dall'agenzia di comunicazione 'Strategicadvice', un'irritata nota nella quale si ribatte alle tesi del premier: "I georgiani, la maggior parte delle organizzazioni internazionali e importanti figure dell'arena politica mondiale _ vi si legge _ sanno molto bene chi ha dato inizio al conflitto". L'agenzia, tanto per togliere ogni dubbio sulla corretta interpretazione della nota, ha precisato che essa "è stata diffusa in risposta alle dichiarazioni ad altissimo livello fatte durante l'incontro di Silvio Berlusconi con il suo partito la scorsa domenica, riguardanti le azioni di Putin in Georgia". I georgiani chiedono ora l'istituzione di una 'imparziale commissione investigativa internazionale'', che stabilisca le responsabilità della crisi di agosto. E che, si intuisce leggendo tra le righe, restituisca l'onore al presidente Saakashvili.
Intanto, sul fronte interno, Berlusconi ha dovuto subire l'inaspettato attacco di Paolo Guzzanti, l'ex presidente della commissione Mitrokhin ed editorialista del 'Giornale' in prima linea nella polemica sferzante contro la sinistra. Questa volta, però, Guzzanti ha sferrato un duro attacco al suo leader, del quale non ha digerito le posizioni filo_Putin, ripetute nella riunione dei deputati del Pdl di martedì sera. Per rendere noto il suo dissenso, Guzzanti ha fatto ricorso al suo blog, nel quale ha scritto parole veementi e sdegnate. Prima ha paragonato Berlusconi ai leader europei che nella conferenza di Monaco diedero campo libero a Hitler; poi ha fornito il suo resoconto su come Berlusconi avrebbe raccontato martedì sera di un suo colloquio con Bush in cui il presidente del Consiglio avrebbe avallato le epurazioni compiute da Putin, presentandole come semplice "svecchiamento" delle liste elettorali.
"Ciò che ho trovato più grave, inaccettabile e nauseante _ scrive Guzzanti _ è stato il tono con cui Berlusconi ha ripetuto a megafono le storie della propaganda russa (...) Avrei capito un discorso di realpolitik: Putin è un porco, ma dobbiamo comprargli il gas perché ci conviene. Questo mi avrebbe fatto schifo ma l'avrei capito. Ma mi fa schifo e non capisco l'allineamento col capo del Kgb al potere". Conclusione "pulp": "La gente applaudiva, venerava. Io, più modestamente, vomitavo".
Incredule e imbarazzate sono arrivate le reazioni degli uomini del Pdl, tutte contro il deputato ribelle. Qualcuno, come Piero Testoni, lo ha accusato di non essere stato presente alla riunione dei deputati e di aver raccontato "favole". Il vice capogruppo del Pdl al Senato Gaetano Quagliarello ha detto che Guzzanti ha detto un mucchio di sciocchezze. Altri, come il senatore Lucio Malan, hanno replicato che Guzzanti ha "capito male" e lo hanno invitato a chiedere scusa.












