Crisi Mutui. Confindustria. Previsioni con Pil a - 0,5% nel 2009
Le previsioni di Confindustria sul pil del 2009, che saranno annunciate ufficialmente lunedì, indicano il segno negativo e precisamente -0,5%. Lo ha detto il presidente Emma Marcegaglia nel corso di un dibattito con il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni, ospitato dal convegno di Quarta Fase
ASSISI (PERUGIA). Il presidente di Confindustria ha affermato che l'impatto della crisi finanziaria sull'economia reale "é in arrivo e sarà significativo". La leader degli industriali ha quindi preannunciato che i forecast dell'ufficio studi di Confindustria, che saranno resi noti lunedì, annunceranno che il pil del 2009 scenderà dello 0,5%: "Eravamo stati ottimisti e avevamo indicato un +0,4% - ha spiegato - ma dobbiamo rivedere la previsione al ribasso".
Per far fronte alla crisi finanziaria occorre pensare all'economia reale, mettendo in campo un po' di misure per la crescita", ha aggiunto Marcegaglia ha sottolineato che quella dei mercati finanziari è "una crisi globale che sta per avere un impatto sull'economia reale". Quindi occorre "smettere di dire 'e' colpevole l'uomo di Wall Street', ed occorre ora entrare nella fase di scelte concrete per uscire da questa situazione". Le decisioni, ha sottolineato il presidente degli industriali italiani, andranno prese in sede europea e multilaterale, "superando gli egoismi nazionali", ma anche in sede nazionale. Per adottare misure che favoriscano la crescita, ha spiegato Marcegaglia, "l'Europa dovrebbe varare velocemente un grande piano di investimenti pubblici su infrastrutture e innovazione". Anche in Italia il Governo "non deve pensare solo alle banche, ma fare un focus sull'economia reale", anche perché nel 2009 è prevedibile un pil in regressione dello 0,5%. In questo contesto si inserisce il rinnovo del modello contrattuale, che, legando salari e produttività, potrebbe favorire proprio la crescita e i consumi interni. "Dobbiamo lasciare la logica del conflitto - ha detto a tal proposito Mercagaglia - ed entrare in una logica di condivisione delle sorti del Paese, senza con questo mischiare i ruoli".












