Crisi Mutui. E' scontro tra Berlusconi e PD. Veltroni: non è una discoteca
ROMA. Gli appelli alla calma e le misure concrete messe in campo dai governi di mezzo mondo non bastano a frenare il crollo dei mercati finanziari. Nell'ennesima giornata terribile per le Borse europee che arrivano a bruciare 400 miliardi, per cercare di evitare che il panico si diffonda a macchia d'olio scende in campo direttamente il capo dello Stato Giorgio Napolitano: "L'allarmismo non va alimentato", ammonisce rivolto anche al mondo dell'informazione.
Che la situazione resti di difficile gestione è anche quanto riconosce il premier Silvio Berlusconi, che addirittura adombra l'ipotesi di una nuova Bretton Woods. Si potrebbe andare verso la riscrittura delle regole delle relazioni commerciali e finanziarie; e in quel periodo, aggiunge il Cavaliere in conferenza stampa da Napoli, si potrebbe anche arrivare a sospendere i mercati. Strada, però, sulla quale poco dopo frena, spiegando che si tratta solo di una "ipotesi" lanciata dai media e da nessun leader.
Berlusconi su un punto ha comunque le idee chiare: "Ora _ suggerisce, dando un nuovo consiglio ai risparmiatori _ è il momento di comprare Eni e Enel, perché le azioni con quei rendimenti dovranno ritornare al loro vero valore".
Le parole del presidente del Consiglio lasciano di stucco il Partito democratico. Per il segretario Walter Veltroni è "inconcepibile" aver anche solo accennato all'idea che si possa arrivare a uno stop dei mercati; ancora più "inconcepibile", però, che a distanza di soli venti minuti il premier si sia rimangiato quanto detto. La crisi finanziaria _ afferma ancora Veltroni _ non è una discoteca in cui si possono raccontare barzellette. Ogni parola sbagliata condiziona i mercati e aumenta la confusione".
Ma "inconcepibile" è anche che il premier si trasformi in un "broker", dice Enrico Letta, suggerendo di "comprare azioni Eni e Enel". Meglio sarebbe, dice il numero due del Pd Dario Franceschini, tacere e lavorare. Se fossimo in "un Paese normale", accusa Antonio Di Pietro, "Berlusconi dovrebbe rispondere di alcuni reati: abusiva attività finanziaria, abuso di informazioni privilegiate, turbativa di mercato, aggiotaggiò". Meno male, aggiunge sarcastico, "che si è fatto il Lodo Alfano". Eppure il premier, dice l'Udc Bruno Tabacci, "deve capire che il rigore morale è essenziale per ridare fiducia al Paese".
"Livore e invidia": questi sono i due sentimenti, è la controreplica della maggioranza, che fanno sì che nonostante tutto quello che il governo ha fatto e sta facendo le opposizioni e in particolare il Pd continuino a criticare Berlusconi.
"Gettare ancora una volta discredito sul premier _ afferma Luigi Casero, sottosegretario all'Economia e esponente del Pdl _ non è che l'ultima manifestazione dell'irresponsabilità dell'opposizione". Altro, che confusione e irresponsabilità: "Il premier _ puntualizza Gianpiero Cantoni (Pdl) _ ha rassicurato il mercato ed i cittadini".
Il rapporto tra gli schieramenti resta dunque burrascoso: d'altra parte, assicura il premier, di fronte a emergenze così eclatanti il dialogo "non conta e non c'entra niente perché il livello della crisi non è neanche Europeo, ma addirittura mondiale".












