Dall'Italia

Vaticano. Oggi sugli altari 4 nuovi santi

11-10-2008

CITTÀ DEL VATICANO. Tutto è pronto in piazza San Pietro per accogliere la proclamazione di quattro nuovi santi, tra i quali un sacerdote di Secondigliano (Napoli), la prima donna di origine indiana, una suora svizzera e una laica ecuadoriana, entrambe venerate in America Latina.
La cerimonia è prevista per questa mattina alle 10, ma davanti alla basilica spiccano da ieri, le immagini dei quattro canonizzandi: Gaetano Errico, fondatore dei Missionari dei Sacri Cuori di Gesù e di Maria, di Secondigliano, Maria Bernarda Buetler, vergine e fondatrice della Congregazione delle Suore Francescane Missionarie di Maria, nata ad Auw, in Svizzera ma vissuta a lungo in Ecuador, Narcisa Di Gesù Martillo Moran, laica ecuadoriana, e suor Alfonsa dell'Immacolata Concezione, al secolo Anna Muttathupadathu, nata e vissuta nello Stato indiano del Kerala.
Folte delegazioni sono attese dai Paesi d'origine e di apostolato. Tra i concelebranti, anche l'arcivescovo di Napoli, card. Crescenzio Sepe e l'arcivescovo dei siro-malabaresi indiani card.Varkey Vithayathil. Annunciata anche la presenza del governatore della Campania, Antonio Bassolino e una delegazione del comune di Napoli guidata dal sindaco Rosa Russo Jervolino. L'arcivescovo di Napoli ha messo ieri in rilievo la figura di Gaetano Errico, definendolo un "santo attualissimo per la nostra città", che "ci aiuta a organizzare la speranza". Una esistenza esemplare, consumata tra il 1791 e il 1860, in una delle cittadine oggi più alla ribalta delle cronache per fatti di sangue e criminalità legati alla camorra. Particolarmente sentita, mentre proseguono le violenze contro i cristiani in India, la canonizzazione di suor Alfonsa, per la quale migliaia di pellegrini hanno raggiunto ieri Bharanangaram, piccola città del Kerala dove la santa è sepolta. Davanti alla chiesa della cittadina è stato allestito un maxischermo sul quale sarà trasmessa in diretta la messa in piazza San Pietro. Le sono stati attribuiti vari miracoli, tra i quali la guarigione di un bambino allora di un anno e ora di nove, che sarà presente alla canonizzazione.
Simbolo della resistenza non violenta alle persecuzioni è anche l'altra santa di oggi, Maria Bernarda Verena Buetler, la cui venerazione è già viva in Ecuador. Originaria del Cantone svizzero di Argovia, si dedicò ancora giovane alle missioni. In Ecuador aprì un monastero con infermeria e una scuola per bambine, che diresse fino alla fine dell'Ottocento, quando la persecuzione antireligiosa la costrinse a trasferire il monastero in Colombia, dove morì nel 1924.
Ecuadoriana di umili origini fu invece Narcisa di Gesù Martillo y Moràn, laica consacrata ospitata negli ultimi anni in un convento di domenicane. La sua figura richiama forse, più di altre, le parole di Benedetto XVI all'annuncio della canonizzazione, nell'agosto scorso: "Diffondere intorno a sé serenità, speranza e ottimismo stando vicini a Dio e agli altri uomini: basta anche questo per essere santi - aveva detto papa Ratzinger - un obiettivo che non deve essere privilegio per pochi, ma vocazione universale di tutti i battezzati, traguardo possibile anche per l'uomo normale".

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