Dal Mondo

Afghanistan. Ferito in una imboscata un ranger italiano

11-10-2008

ROMA. Un'imboscata in piena notte. Uno scontro a fuoco. E un ‘ranger' italiano ferito, per fortuna in modo non grave, da un proiettile che gli ha trapassato la coscia. L'ennesimo attacco ad una pattuglia di militari italiani conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, che in Afghanistan "il rischio c'é, è dietro l'angolo", come ha ricordato solo qualche giorno fa il ministro della Difesa, Ignazio La Russa.
L'IMBOSCATA - È avvenuta quando erano passate da poco le 2. Una pattuglia di alpini paracadutisti del 4/o reggimento ‘Monte Cervino' di Bolzano, uno dei reparti d'elite delle Forze armate italiane, "era impegnata in un'attività di controllo del territorio - spiega il capitano Antonio Bernardo, portavoce del contingente - a circa 40 chilometri da Farah", una delle province più calde del settore ovest a comando italiano, da soli due giorni affidato al generale Paolo Serra e agli alpini della brigata ‘Julia'. Durante il pattugliamento i ranger sono stati investiti da colpi di armi automatiche esplosi da non meglio precisate "forze nemiche": hanno risposto al fuoco e si sono allontanati.
IL FERITO - È il caporale Giovanni Valeriani, 22 anni, originario di Marcellina (Roma) e in Afghanistan da più di un mese. Da tre anni è un ‘ranger' del 4/o reggimento ‘Monte Cervino' che, insieme ai commandos delle forze speciali, costituiscono la cosiddetta ‘Task force 45' cui sono affidate le operazioni a più alto rischio.
Il proiettile gli si è conficcato nella coscia, ha toccato il femore e si è diviso in due frammenti, che sono poi fuoriusciti. Il giovane alpino è stato trasportato all'ospedale da campo americano di Farah e sottoposto a un intervento chirurgico. Quindi è stato trasferito nella base italiana di Herat; tra qualche giorno sarà rimpatriato.
‘AMA LA PACE' - "Giovanni ci ha telefonato stanotte", racconta la mamma, Rosalia. "Era stato appena ferito, ma ci ha subito rassicurati dicendo che stava bene. Ci ha tenuto a telefonare lui stesso, per non farci preoccupare. Lui è fatto così. È un ragazzo che ama la pace e crede alla missione a cui si sta dedicando". "A mio figlio è sempre piaciuto il suo lavoro", aggiunge il padre, Giuseppe.
FRATTINI, GUARDIA ALTA - "La situazione in Afghanistan è seria - e sarebbe oggi assolutamente sbagliato rinunciare a questo grande impegno che deve anzi essere rafforzato per dare stabilità e sconfiggere definitivamente il terrorismo", dice il ministro degli Esteri, Franco Frattini. "Ma è chiaro - aggiunge - che la guardia deve restare sempre alta".
LA RUSSA, PREOCCUPATO PER SOLDATI - "Certo che c'é da avere paura, c'é da essere preoccupati per i nostri soldati", aveva detto solo qualche giorno fa il ministro della Difesa La Russa. "Abbiamo noi più paura di loro, che sono comunque consapevoli dei rischi e dei pericoli che corrono. E nonostante questo - aveva aggiunto - quando sono andato a trovarli non mi hanno chiesto stipendi più alti, più giorni di licenza, ma mezzi più sicuri ed elicotteri per fare meglio il loro lavoro. Noi dobbiamo temere per loro perché in missioni di questo tipo il rischio c'é, è dietro l'angolo".
SOLIDARIETÀ - Messaggi di pronta guarigione all'alpino ferito, impegnato "in una missione a difesa della pace e della sicurezza internazionale" sono arrivati dal presidente del Senato, Renato Schifani, da quello della Camera, Gianfranco Fini, da politici di entrambi gli schieramenti ed esponenti del governo.

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