Dal Mondo

Parigi. Foto di gruppo. Da sinistra a destra, il Primo Ministro di Lussemburgo Jean Claude Juncker, il Primo Ministro italiano Silvio Berlusconi, il Cancelliere tedesco Angela Merkel, il Presidente francese Nicolas Sarkozy, il Primo Ministro inglese Gordon Brown, il Presidente della Commissione Europea Jose Manuel Barroso ed il presidente della Banca Centrale Europea Jean Claude Trichet

Crisi Mutui. Barroso: serve un cooordinamento senza precedenti

12-10-2008

"Da molto tempo la Commissione chiede un più grande coordinamento economico nella zona euro. Noi abbiamo bisogno di un coordinamento senza precedenti per rispendere a questa crisi che è senza precedenti". E' quanto ha dichiarato il presidente dell'esecutivo europeo José Manuel Barroso in occasione del vertice dell'Eurogruppo a Parigi

PARIGI. "La Commissione - ha sottolineato Barroso in una nota - ha lavorato duro per garantire che le misure prese nella zona dell'euro e negli altri Stati membri siano efficaci e si rafforzino reciprocamente. Dobbiamo costruire su quello che i ministri delle Finanze del G7 hanno deciso con un programma più dettagliato a livello europeo".

"Nutro una grande speranza che oggi faremo un grande passo in avanti mettendoci d'accordo per la zona dell'euro su una risposta chiara all'attuale crisi", ha sottolineato Barroso che stasera parteciperà a Parigi al vertice dell'Eurogruppo. Il presidente della Commissione ha quindi ribadito che è necessario "mostrare ai cittadini europei e ai mercati la capacità dell'Europa ad agire in modo concertato".


"Serve un piano ambizioso e coordinato che porti a delle soluzioni". Lo ha detto il presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy, accogliendo il presidente della Commissione Ue José Manuel Barroso all'Eliseo, dove oggi si riuniranno i leader dei Paesi dell'Eurozona.

Trovare un'intesa su interventi cruciali in grado di ridare fiducia ai mercati e disinnescare il rischio di collasso del sistema finanziario internazionale: questo il delicatissimo compito a cui sono chiamati oggi i leader dei 15 Paesi dell'Eurogruppo a poche ore dalla riapertura de mercati.

Dopo i risultati del G7 di Washington e gli avvertimenti lanciati dal Fondo monetario internazionale tocca ora ai 15 Paesi che condividono la moneta unica europea, riuniti sotto la regia del presidente di turno dell'Ue, il francese Nicolas Sarkozy, dimostrare di essere compatti nel passare all'azione. Il premier inglese, Gordon Brown, che nel primo pomeriggio incontra Sarkozy prima della riunione dell'Eurogruppo ( di cui egli non fa parte) è stato esplicito: l'appuntamento di Parigi rappresenta il "momento della verità". La posta in gioco, ha aggiunto, "non potrebbe essere più alta".

Brown nei giorni scorsi ha sottolineato più volte la necessità di un "approccio globale" che è invece venuto a mancare una settimana fa, quando la riunione del G4 svoltasi sempre a Parigi si concluse rimarcando ancora una volta divisioni interne, soprattutto a causa della contrarietà della Germania alla nascita di un fondo comune per il salvataggio del settore bancario. Ma oggi lo scenario è mutato. Il cancelliere tedesco Angela Merkel, dopo lo tsunami che ha investito i mercati finanziari nel corso della settimana, approda alla riunione dell'Eurogruppo con un atteggiamento più conciliante. Lei e Brown, secondo le informazioni filtrate sulla stampa, si appresterebbero a varare, domani, a livello nazionale, importanti misure destinate a salvare le banche in crisi e ridare fiato al sistema creditizio. In questo scenario ha quindi preso quota la possibilità che da Parigi scaturiscano precise indicazioni operative. Innanzitutto per sbloccare la crisi di liquidità che ha colpito il sistema fornendo garanzie pubbliche comuni sui prestiti interbancari. E ufficializzando le modalità di intervento pubblico nel settore bancario sull'esempio di quanto già deciso e annunciato da Londra nei giorni scorsi. Ma anche ammettendo la necessità di intervenire rapidamente per creare un unico sistema di sorveglianza europeo su un settore creditizio e finanziario ormai integrato e prendendo atto che il costo della crisi peserà negativamente sul rispetto dei vincoli in materia di finanza pubblica fissati dal Patto di stabiltà.

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