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Lippi: "Rispetto alla squadra vinse il Mondiale siamo più avanti"

13-10-2008

LECCE. "Rispetto alla squadra che poi vinse il Mondiale siamo più avanti". E' bastato il pareggio di Sofia, in una serata paradossale fatta di noia tattica sul campo e brividi nostalgici in curva, a dare a Lippi sensazioni dolci. Il giorno dopo lo 0_0 dello stadio Levski infatti il ct azzurro non partecipa alle polemiche per il comportamento degli ultrà italiani per le vie della capitale bulgara e nello spicchio di gradinata loro riservato prima della gara ("Ho sentito solo i fischi del pubblico all'inno di Mameli, per il resto non mi sono accorto di niente: ho letto tutto oggi, certo è la prima volta e non deve più accadere ma a parlarne siano le persone che se ne occupano..."). Non si preoccupa troppo per gli acciacchi postpartita di De Rossi e Gattuso ("succede sempre dopo una gara, vediamo se riusciamo a rimetterli in sesto per mercoledì contro il Montenegro", ma il tono è di chi è molto fiducioso). E si gode piuttosto suggestioni pedagogiche importanti.
"Vedo _ spiega _ che il mosaico sta prendendo corpo, il lavoro procede bene sul piano dei risultati e della classifica, ed altrettanto bene sulla fusione di menti che sempre fa di un gruppo di giocatori una squadra. Mi è piaciuta molto stanotte una frase di De Rossi: in questa formazione, ha detto il romanista, è facile l'integrazione tra 'vecchi' e giovani ed io ne sono l'esempio lampante perché sono arrivato a venti anni e poi ho vinto il Mondiale. Ecco _ aggiunge il ct _ io sono proprio d'accordo e questo mi fa ben sperare...".
E' così d'accordo con De Rossi, il ct, che promuove il suo quasi omonimo Rossi "a giocatore nato" e uomo "già pronto per questa Nazionale": "Mi piacciono i suoi movimenti e la sua testa, per questo l'ho chiamato prima che finisse la sua esperienza nelle categorie giovanili. Ma è un uomo fatto, ha girato il mondo".
Altri invece sono bamboccioni, ma il ct nega ogni riferimento al deludente Montolivo di sabato sera ("e comunque nel dibattito sull'argomento a me pare che nella nostra società non siano i giovani a latitare, sono i vecchi che non mollano...").
"I nuovi _ chiarisce Lippi _ mi sono piaciuti tutti, ed in generale mi è piaciuta la squadra: abbiamo tenuto bene il campo senza correre rischi, e se non abbiamo creato troppe occasioni è stato per l'atteggiamento tattico dei bulgari, molto coperti. Pepe? Ha fatto molto bene, giocando con grande personalità. Ma l'obiettivo lo conoscete, è quello di avere 30_35 giocatori, in una miscela tra giovani e vecchi, per poi tirare fuori il gruppo dei 22_23". Intanto però "l'obiettivo è creare la squadra _ ha sottolineato Lippi _ e le caratteristiche per creare un gruppo come quello mondiale ci sono tutte. È ovvio che poi bisogna migliorare gli automatismi, cosa che al di là della tattica e del gioco che fai è molto difficile quando hai i giocatori a disposizione solo ogni 30_40 giorni, ma se non fai nascere una squadra poi difficilmente puoi fare qualcosa di positivo. Questa è la cosa più importante, anche perchè la Nazionale è un mosaico".
Per questo Lippi garantisce che non ricorrerà mercoledì al turn over adottato nella precedente doppia partita ravvicinata (Cipro_Georgia). "Qualcosa cambierò, ma non molto: vediamo prima come va per gli 'acciaccati'. Ma siamo in una fase diversa della condizione e della stagione rispetto alla doppia sfida iniziale, quindi niente turn over spinto".
Spiega la convocazione di Quagliarella al posto dell' infortunato Toni con il suo status di "prima punta che sta andando bene ed ha già esperienza di Nazionale". E passa ad elencare i pregi del prossimo avversario Montenegro: "Fantasia e tecnica, caratteristiche di giocatori importanti". Ma questo, come ripete sistematicamente, non basta a fare una squadra come la sua. Che in più ha qualcosa di psicologico, "quell'unione di menti, quell'alchimia, che ci ha già portato al Mondiale".
Si gioca a Lecce, ci aspetta una grande risposta del pubblico. Lippi non ha dubbi: "Qui siamo già venuti con la Moldovia, al sud c'è sempre tanto calore".