I consigli di Laura

L'appello di Anna al rispetto dell'Italianità

13-10-2008

Cara Laura,
vorrei approfittare per esporre un problema che esiste in merito al servizio di Sanità, ed in particolare agli ospedali di New York, per coloro che non conoscono la lingua inglese.
Recentemente mia mamma  si è rotto il femore. È stata ricoverata in un ospedale di Brooklyn ed operata. Dopo una settimana di degenza le è venuta un'infezione causata, secondo il dottore, dall'alimentazione oppure dai bagni sporchi. Di conseguenza hanno dovuto interrompere la terapia per aiutarla a camminare. Dopo un paio di settimane di permanenza in ospedale è stata trasferita in un centro di riabilitazione per  continuare la terapia. Dopo tre giorni è tornata in ospedale in quanto l'infezione non era ancora guarita. Durante questo ricovero ci è stato riferito che mia mamma aveva problemi di cuore, cioè il battito irregolare, cosa di cui mia madre non ha mai sofferto. Dopo essere rimasta a letto per due settimane le hanno riscontrato dei coaguli di sangue alla gamba ed al braccio. Da quando è entrata in ospedale è stato un susseguirsi di complicazioni. Durante questo periodo abbiamo constatato che il servizio delle infermiere, sia in ospedale che nel centro di riabilitazione, lascia molto a desiderare quando si tratta di anziani, specialmente se non capiscono la lingua. Per tutto il periodo di degenza io o uno dei miei fratelli siamo rimasti, giorno e notte con lei in quanto non c'era nessuno che parlava italiano.È vergognoso che in una città come New York vi siano condizioni del genere e che negli ospedali vi siano interpreti solo per alcune nazionalità, ad esempio spagnolo, cinese, russo ecc. Per me ciò è un'ingiustizia. L'interprete dovrebbe esserci per tutte le nazioni.
Questa mia lettera è un appello affinché si faccia qualcosa per fare rispettare la nostra italianità ed avere gli stessi diritti delle altre nazionalità. Saluti,                                                              
Anna
Cara Anna, sono molto sorpresa, credevo che l'italiano, soprattutto a Brooklyn, fosse "di casa".

Scrivete a: Laura, c/o America Oggi,
                                                                                                                                                                55 Bergenline Ave., Westwood, N.J., 07675