Dagli USA

USA. Voto. Obama. Ecco le mie cinque priorità. Intervista esclusiva alla CNN

02-11-2008

WASHINGTON. Qualora venisse eletto, le cinque priorità del candidato democratico Barack Obama da presidente degli Stati Uniti sono, nell'ordine: 1) stabilizzazione del sistema finanziario, "che può comprendere anche uno stimolo alle famiglie"; 2) avvio di un progetto a lungo termine per garantire all'America l'indipendenza energetica; 3) riforma sanitaria che garantisca l'assistenza per tutti gli americani; 4) riforma del sistema fiscale che preveda tagli per tutto il ceto medio, "e che in parte riguarda il primo punto dell'agenda"; 5) riforma del sistema scolastico, per garantire "un miglior livello di istruzione per tutti".
E' questa l'agenda che il candidato democratico Barack Obama intende avviare "fin dal primo giorno" qualora dovesse conquistare la Casa Bianca. L'ha scandita lui stesso venerdì sera in un'intervista esclusiva concessa a Des Moines, in Iowa, all'anchorman del CNN, Wolf Blitzer.
"Credo che il primo provvedimento, quello più urgente, qualora dovessi essere eletto presidente _ ha detto Obama _ sia un pacchetto di misure economiche volte a stabilizzare il sistema finanziario e a garantire che il sistema funzioni. Non escludo che per ottenere questo risultato sia necessario un secondo stimolo economico. L'importante è che riguardi il 95% delle famiglie e dei lavoratori americani".
Obama ha aggiunto di avvalersi in materia economica dell'aiuto di "preziosi consiglieri" tra cui Warren Buffett. Nell'intervista il candidato democratico ha affrontato tutti i temi di attualità oggi sul tappeto della campagna elettorale, dalla guerra in Iraq alla strategia in Afghanistan, dai rapporti con l'Iran alla potenziale chiusura del carcere di Guantanamo. Dopo aver ribadito la necessità di porre fine alla guerra in Iraq, sulla situazione in Afghanistan ha detto: "Vorrei fosse chiaro un punto, se il Pakistan non potrà o non vorrà agire nella lotta al terrorismo, noi cercheremo comunque di raggiungere i nostri obiettivi". Che sono quelli di catturare Osama bin Laden e i capi di al Qaida, "e di ucciderli se necessario".
"E là dove si imponesse _ ha precisato _ non è da escludere la pena di morte".
La stessa linea di fermezza Obama intende avere con l'Iran, "qualora dimostrasse di perseguire una politica di armamenti nucleari", ma secondo il candidato democratico è opportuno perseguire sia con l'Iran, sia in tutta la regione Medio Orientale, una strategia fondata su "una più forte diplomazia". Per questo da comandante in capo intende avvalersi dei consigli dei responsabili militari impegnati sul campo, a cominciare dal generale David Petraeus.
"E' opportuno che mi forniscano un quadro realistico e delle prove concrete su quali sono i rischi effettivi per la sicurezza dell'America. Su quella base io credo che sia compito del comandante in capo mettere a punto la strategia migliore per rendere l'America più sicura. Una strategia esatta, e non sbagliata come quella seguita dopo l'11 settembre con la decisione di andare in Iraq".
Quanto a Guantanamo, da presidente ne avvierebbe la chiusura, ma secondo un piano graduale sulla base di priorità dettate sempre dal vero obiettivo: garantire la sicurezza dell'America. Nell'intervista Obama non ha fatto cenno a quanto detto poche ore prima in un comizio in Missouri, dove aveva ammonito in questi termini i suoi sostenitori: "State attenti perché in questi ultimi giorni ci dobbiamo aspettare una campagna sporca. Metteranno in campo i soliti giochi di sempre. Ma è proprio per questo che dobbiamo crederci fino in fondo. Questo è il nostro tempo, questa volta non ce la faranno a fermarci con i soliti giochi. Andate e votate. E ognuno di voi porti cinque amici con sé. Questo è il nostro momento".

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