Dagli USA

USA. Voto. McCain. La Pensilvania, ultima speranza. Missione diffciile di migliaia di volontari

di Cristiano Del Riccio

02-11-2008

WASHINGTON. Il candidato repubblicano John McCain è tornato ieri un'altra volta in Pennsylvania, diventata la sua ultima speranza: solo strappando questo stato ai democratici può riuscire a conquistare la Casa Bianca. In una campagna dove l'eroe del Vietnam ha dovuto giocare soprattutto in difesa, correndo a puntellare gli stati tradizionalmente repubblicani dagli assalti di Barack Obama, la Pennsylvania è una boccata di ossigeno: uno stato democratico dove McCain può giocare all'attacco.
"Twenty_One!", il numero di voti elettorali della Pennsylvania, è diventato il grido di battaglia di migliaia di attivisti repubblicani che da alcuni giorni si sono spostati in quest'area, provenienti da stati dove non c'è più speranza, per aiutare McCain a vincere la sua battaglia più importante. E' una sfida quasi disperata. La Pennsylvania non vota per un repubblicano da vent'anni ed i sondaggi vedono Obama con un vantaggio superiore agli otto punti. Inoltre il numero di democratici registrati supera di oltre un milione quello dei repubblicani.
Ma questo non basta a scoraggiare l'esercito dei 'Mavericks di McCain' che, accampati con le loro vetture nei parcheggi dei centri commerciali, bussano di porta in porta per convincere gli elettori dello stato di 'Rocky' e de 'Il Cacciatore', gente radicata nelle tradizioni, a non scegliere il 'salto nel buio' di una presidenza Obama. Così negli ultimi giorni McCain e la sua vice Sarah Palin sono venuti qui almeno otto volte in Pennsylvania convinti di potercela fare.
Uno dei fattori che considerano vantaggiosi: la Pennsylvania non ammette il voto anticipato. McCain è ancora in tempo a convincere gli elettori di questo stato a votare per lui. Il senatore dell'Arizona ha concluso ieri l'altro due giorni di tour in autobus dell'Ohio _ un altro stato molto importante nella battaglia per la casa Bianca _ con un comizio insieme al governatore della California Arnold Schwarzenegger. 'Terminator', un cultore della palestra, ha entusiasmato la folla repubblicana osservando che Obama "ha bisogno di fare qualcosa per quelle gambe così magroline: deve fare un po' di esercizio. Ma la cosa veramente difficile è quella di dare un po' di spessore alle sue idee".
"McCain è invece una roccia _ ha proseguito Schwarzenegger _ E' il vero uomo d'azione della politica americana".
McCain, con il voto ormai imminente e i sondaggi ancora sfavorevoli, ha insistito ieri nei suoi comizi sul fatto che Obama "vuole ridistribuire la ricchezza", balenando così lo spettro di un presidente socialista.
Intanto ai comizi della sua vice Sarah Palin _ che ieri ha tenuto comizi in Florida, Nord Carolina e Virginia _ gli spettatori hanno intonato un nuovo coro 'John McCain is not Hussein', una allusione ai presunti legami musulmani del candidato democratico e con riferimento al suo secondo nome. Il senatore repubblicano ha accettato di partecipare al programma 'Saturday Night Live', che viene trasmesso in diretta da New York, rubando la scena alla sua vice Sarah che era stata finora la più parodiata dai comici del programma. Per McCain è stata la prima apparizione quest'anno al popolare programma televisivo.
Ma nella disperata strategia di McCain per non perdere queste elezioni potrebbe aprirsi una nuova falla altamente simbolica: in Arizona, il suo stato, i sondaggi vedono Obama in crescita e alcuni media hanno rimesso lo stato del Grand Canyon tra quelli che non sono più super_sicuri per i repubblicani. Un altro elemento allarmante per l'ex_prigioniero del Vietnam che sogna la Casa Bianca.

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