Dagli USA

USA. Voto. Fango su Obama per una zia clandestina.

02-11-2008

NEW YORK. "It will become nasty": il clima si farà brutto, aveva pronosticato venerdì Barack Obama intervistato alla Cnn, e aveva ragione: con la campagna elettorale nella volata finale è comparsa "zietta Zeituni", una zia di Barack Obama che vive da immigrata clandestina in una casa popolare alla periferia di Boston. "Non sapeva che viveva qui illegalmente. Ovviamente bisogna seguire le leggi", ha replicato Obama alla storia dell'Associated Press su Zeituni Onyango, 56 anni, sorellastra del padre, che fa da comparsa nella sua autobiografia 'Sogni di mio Padre'.
Il candidato l'aveva conosciuta da bambino in Kenya e rivista poi occasionalmente quando lei era venuta negli Usa con un visto turistico. Ora però si scopre che la zia è doppiamente in fallo: non ha le carte per vivere negli Usa e ha contribuito illegalmente, in quanto straniera, alla campagna del nipote. I 260 dollari inviati in più rate _ l'ultima il 19 settembre di cinque dollari _ verranno restituiti dalla campagna.
La storia morde tre volte il candidato nel fianco con il suo cocktail incendiario di uno dei temi più caldi del dibattito politico, l'immigrazione, la polemica del rivale John McCain sui finanziamenti alla politica, le origini africane della sua famiglia.
La campagna democratica ha denunciato l'origine della notizia: "Tutto quel che emerge nelle ultime 73 ore è sospetto", ha detto lo stratega David Axelrod mentre il numero due Joe Biden ha parlato di "tattiche alla Karl Rove". L'Ap aveva raccolto il testimone dallo scoop del Times di Londra, il giornale del gruppo Murdoch che il 30 ottobre aveva fotografato zia Zeituni, una donna nera male in arnese che gira col bastone sotto casa a South Boston, senza però rivelarne lo stato di clandestina. L'agenzia di stampa ha ammesso di "non poter determinare se, dietro la diffusione dell'informazione sulla zia, ci sia stato qualcuno a livello politico, o nell'amministrazione Bush o nella campagna di McCain".
E' arrivato, in extremis, il momento del fango? Venerdì, durante un comizio in Iowa, Obama aveva espresso ammirazione per come nel 2000 il suo rivale John McCain aveva condannato i colpi bassi di cui, incidentalmente, era rimasto vittima nella corsa contro George W. Bush: "Oggi però McCain è cambiato, è pronto a tutto pur di essere eletto".
Stando alle fonti citate dall'Ap, la Onyango aveva ricevuto quattro anni fa istruzioni di lasciare gli Stati Uniti da un giudice che aveva respinto la sua richiesta di asilo. Il rifiuto di partire rappresenterebbe una violazione amministrativa, non penale. Ci sono circa dieci milioni di immigranti nelle sue condizioni negli Usa e Obama, nella sua piattaforma elettorale, si è ripromesso di "farli uscire dall'ombra". Meno tre giorni al voto e i due avversari si sono dati battaglia in stati ancora incerti. Obama, in una mossa audace in extremis, ha bombardato di spot l'Arizona, in uno sforzo di umiliare l'avversario in casa facendo il bis di Bill Clinton contro l'altro reduce di guerra Bob Dole nel 1996. Con McCain impegnato in Virginia e Pennsylvania, Obama è passato dal Nevada al Colorado al Missouri, nella roccaforte repubblicana di Springfield, città natale dell'ex ministro della Giustizia (e padre del Patriot Act) John Ashcroft. Dai suoi collaboratori filtrano nomi di potenziali ministri: molti clintoniani, secondo il giornale Politico, ma anche il repubblicano Chuck Hagel al Pentagono e il suo collega e compagno di partito Richard Lugar per il Dipartimento di Stato.
 

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