Visti da New York

L'ora di essere americani. Obama ha rilanciato il mito del Paese planetario

di Stefano Vaccara

06-11-2008

La mattina dopo la notte che ha scosso la storia del mondo, Brooklyn appare silenziosa. La terza strada, all'angolo con la Sesta Avenue, è dipinta dai colori dell'autunno. Il giallo, rosso e arancione degli alberi sembrano abbracciare i browstone mentre la marea dei bambini brulica giù dai gradini diretti a scuola. Non si sente il solito chiacchericcio, genitori e figli hanno un contagioso sorriso in volto, ma pochissimi parlano. Sembra come se qualcuno abbia tolto il volume al quartiere, dopo una notte densa di urla di gioia per la vittoria di Barack Obama.
Park Slope, nonostante sia uno degli angoli più ricercati di Brooklyn, continua ad essere composto da una popolazione etnicamente mista. Porti a scuola i figli e li vedi mischiarsi a bambini accompagnati da genitori con il velo o la kippah, chi ha gli occhi a mandorla e chi le treccioline da rasta, e poi decine di lingue e anche tanti bimbi che arrivano con due mamme. Già, Park Slope è conosciuta anche per evere in America la più alta densità di coppie omosessuali con figli.
La mattina dopo la notte che ha scosso la storia del mondo non ci svegliamo più in un quartiere di Brooklyn-NY fuori dal "mainstream", ma siamo l'America che ha eletto Obama, quell'America che cambia indicando ancora una volta il futuro che verrà al resto dell'umanità.
All'edicola il New York Times alle 8:15 è già esaurito, come del resto il Daily News, resta solo qualche copia del Post.
Nel negozio di alimentari difronte niente, pure lì sparito. Qualcuno chiede dove si può trovare, si indica un negozietto ma a ben 10 isolati di distanza... di America Oggi c'è l'ultima copia! Ormai quasi tutti leggono i giornali su internet, ma la mattina dopo la notte che ha scosso la storia, c'é la corsa a "toccarla" ancora la storia, se ne vuole conservare un pezzo per sempre.
President Barack Hussein Obama: la risposta della democrazia americana a se stessa e anche al resto del mondo che pensava che non potesse mai accadere.
Nel discorso di Chicago della vittoria, Obama si è rivolto anche a chi non credeva possibile che Yes, America can: "If there is anyone out there who still doubts that America is a place where all things are possible; who still wonders if the dream of our founders is alive in our time; who still questions the power of our democracy, tonight is your answer.... Is the answer spoken by young and old, rich and poor, Democrat and Republican, black, white, Hispanic, Asian, Native American, gay, straight, disabled and not disabled - Americans who sent a message to the world that we have never been just a collection of individuals or a collection of Red States and Blue States: we are, and always will be, the United States of America".
Come già detto nel 2004 a Boston. Un messaggio a quell'America che non credeva più e a quel Mondo che non aveva mai creduto. Poi Obama ha parlato ancora di "defining moment", e rivolgendosi ancora al resto del mondo:
"And to all those watching tonight from beyond our shores, from parliaments and palaces to those who are huddled around radios in the forgotten corners of the world. To those who would tear the world down - we will defeat you. To those who seek peace and security - we support you. And to all those who have wondered if America's beacon still burns as bright - tonight we proved once more that the true strength of our nation comes not from the might of our arms or the scale of our wealth, but from the enduring power of our ideals: democracy, liberty, opportunity and unyielding hope. For that is the true genius of America - that America can change."
Sarà difficilissimo affrontare e vincere le sfide, interne ed esterne, che ci attendono, anche se alla Casa Bianca abbiamo eletto finalmente "the best and the brightest". Obama da solo non potrà farcela, ma come nel suo bel discorso di concessione ha detto John McCain, solo non sarà: siamo tutti americani.
Vivendo da Brooklyn questa storica vittoria di un afroamericano figlio di una donna bianca dell'Arkansas, sappiamo che ancora una volta questo è il momento dell'America, e anche chi vorrà ascoltare da oltreoceano potrà farne parte. "This is our chance to answer that call. This is our time - to put our people back to work and open doors of opportunity for our kids; to restore prosperity and promote the cause of peace; to reclaim the American dream and reaffirm that fundamental truth - that out of many, we are one; and those who tell us that we can't, we will respond with that timeless creed that sums up the spirit of a people: yes, we can".
Dio benedica Obama e la democrazia degli Stati Uniti d'America.

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