Berlusconi all'attacco. Contro la sinistra con i suoi "conduttori, Rai e non"
MONTESILVANO (PESCARA). Silvio Berlusconi va all'attacco, dall'Abruzzo. E la sinistra, nelle sue vesti più disparate, è nel mirino del premier che spende ogni sua energia nella due giorni elettorale a sostegno del candidato alla Regione Gianni Chiodi. La sinistra con i suoi "conduttori, Rai e non", che Berlusconi accusa "per il passaparola che li porta a far convergere sul presidente del Consiglio prese in giro, a volte oltraggi, molto spesso menzogne". "E io ci vado di mezzo - pretesta il premier - attaccato in malo modo".
Perciò Berlusconi ha deciso di mettere il bastone tra le ruote ai conduttori di Ballarò, Annozero, Primo Piano ma anche Porta a Porta, chiedendo ai suoi ministri di "non prestarsi a risse non dignitose per chi ha responsabilità di governo", per soddisfare la ricerca di audience da parte dei presentatori di talk show politico. Nel mirino del premier c'é anche Antonio Di Pietro, che nell'anticipazione di un suo libro lo affianca ad 'Hitler'. Lo nomina direttamente solo per definirlo "ottimo" e sorridere dei fischi del pubblico del comizio ("intervento sgraziato ma certamente efficace"). E poi, seppure indirettamente, attaccando 'Mani Pulite' e la sua "azione verso i cinque partiti democratici - Dc, Psi, Psdi, Pri e Pli - che, pur con molti errori, erano riusciti a garantire per 50 anni progresso e benessere".
E' ancora la sinistra ad essere oggetto della critica del premier quando dice che "non cambia mai, è la stessa di quando nel '94 scesi in campo, professionisti della politica che non credono piu' a niente, si affidano alle piazze e dalle piazze sbraitano, come è accaduto per la scuola, per rendere difficile il governo del paese". La sinistra è anche in massima responsabile, per il premier, del clima di sfiducia che rischia di aggravare la crisi dell'economia reale nel Paese. "La profondità della crisi in Italia sarà determinata dai consumatori. Noi saremo gli arbitri della nostra fortuna", torna perciò a dire, spronando ad alimentare i consumi, il premier, che invita le famiglie italiane "a non lasciarsi contagiare dall'idea della catastrofe e della crisi, a non comprare meno auto, elettrodomestici". Altrimenti, il circolo vizioso porterà le imprese a mettere i propri lavoratori in cassa integrazione e questi ultimi a consumare ancora meno. "E allora - ribadisce Berlusconi - è sui consumatori che bisogna far leva, con forti iniezioni di fiducia e di speranza".
Né il premier intende farsi condizionare dal centrosinistra "e dal pessimismo che è la canzone quotidiana della nostra opposizione, che è lungi dall'opposizione americana, pronta ad unirsi alla maggioranza in un momento di crisi. Noi abbiamo invece un'opposizione che si scontra ogni giorno con noi". E, tanto per restare all'estero, Berlusconi rivendica i ruolo che l'Italia è tornata ad avere nella politica internazionale "mentre prima eravamo abituati a dire sempre sì a ciò che chiedevano altri Paesi, Francia e Germania in testa". Non così ora "che abbiamo un peso e possiamo anche porre veti su importanti decisioni". Come forse la giusta ma "donchisciottesca" volontà dell'Europa di ridurre l'emissione di anidride carbonica in tempi di crisi nera.
Napoli. Nuova giunta tra i veleni
06-01-2009












