Rifiuti: inchiesta Pianura, ex assessore si suicida
NAPOLI. Ha deciso di farla finita lì dove sono iniziati i suoi problemi, l'ex assessore del comune di Napoli, Giorgio Nugnes: a Pianura, alla periferia di Napoli. Nel quartiere della discarica, degli scontri, delle accuse e di un'inchiesta che, Nugnes, lo aveva travolto in pieno. Ieri la fine, con il suicidio. Nugnes, 48 anni, papà di due figli, era un ex parà della Folgore. Appassionato di sport estremi, gli amici lo descrivono come una persona combattiva. Lui stesso si era detto ‘sereno' nell'ultima intervista rilasciata solo venerdì al quotidiano ‘Roma'. "Affronterò il processo con ottimismo, sapendo che riuscirò a dimostrare la mia innocenza", aveva detto. "Sono tornato al mio lavoro e ai miei hobby, prima di morire voglio fare il contadino". E poi, ancora, aveva ribadito la sua posizione: "Non sono né il regista né la sentinella negli scontri antidiscarica a Pianura". "Che cosa non rifarei in quei giorni caldi a Pianura?", aveva aggiunto. "Starei a sentire mia moglie: ‘statti a casa chi te lo fa fare".
Ieri tutta quella vicenda, le accuse, gli arresti domiciliari e poi il divieto di dimora a Pianura, si sono azzerati nella tavernetta di casa sua: un seminterrato dove Nugnes si è impiccato ad una inferriata anti-intrusione che protegge un lucernaio. Pochi attimi, allertati anche i soccorsi dalla famiglia che lo ha trovato: ma era troppo tardi. Ha pianto il sindaco di Napoli, Rosa Iervolino Russo, quando ha saputo la notizia. "Provo un immenso dolore perché non capisco la sproporzione enorme tra il gesto compiuto e le accuse che gli venivano rivolte - ha detto Iervolino - non era indagato per aver stuprato un bambino, ma solo per aver fatto delle telefonate ed essersi accordato per una resistenza dei cittadini per la riapertura della discarica nel suo quartiere". "Ha fatto tanto per la sua gente di Pianura", ha aggiunto il sindaco.
E non a caso, infatti, quando fu arrestato, ad ottobre scorso, con l'accusa di aver contribuito all'organizzazione delle proteste, poi degenerate in vari episodi di violenza, che nel gennaio scorso divamparono nel quartiere Pianura contro la riapertura della locale discarica, i suoi concittadini scesero in strada: attuarono blocchi, cortei, per dimostrargli solidarietà.
E lo hanno fatto anche ieri, sotto casa sua. Momenti di tensione si sono registrati dopo che la notizia del suo suicidio si è iniziata a diffondere. Un gruppo di cittadini ha inveito e spintonato i giornalisti presenti: "Siete peggio delle iene". "È incredibile, ci siamo visti fino alla settimana scorsa e Giorgio era tornato grintoso e combattivo", racconta un amico mentre il parroco del quartiere, padre Claudio de Caro aggiunge: "Avvertiva una profonda ingiustizia. La cosa che più lo amareggiava è stata quella di dover lasciare Pianura, quartiere che profondamente amava". "So che ha lasciato un biglietto - ha aggiunto - ma per delicatezza non ho chiesto di sapere del contenuto". Intanto l'addio a Nugnes in tanti lo scrivono anche su Facebook. Gli amici lo salutano per l'ultima volta ma, soprattutto si chiedono: "Perché lo hai fatto?".












