Dagli USA

Casa Bianca. Via libera a Hillary Clinton. Oggi Barak Obama la nomina segretario di Stato

di Luciano Clerico

01-12-2008

Con lei saranno ufficialmente nominati anche gli altri due responsabili della squadra di governo preposta alla sicurezza nazionale: l'attuale ministro della Difesa, Robert Gates, che secondo indiscrezioni dovrebbe restare in carica almeno per un altro anno; e l'ex comandante supremo della Nato, il generale Jim Jones, che nel nuovo governo di Barack Obama avrà l'incarico di Consigliere per la Sicurezza Nazionale. Inoltre saranno ufficializzate queste altre tre nomine: alla Giustizia Eric Holder, il consigliere legale di Obama, alla Sicurezza Interna la governatrice dell'Arizona, Janet Napolitano, Susan Rice, esperta di politica estera, sarà il nuovo ambasciatore americano all'Onu

WASHINGTON. Anche se manca ancora il timbro dell'ufficialità, ormai è certo e l'annuncio ufficiale sarà fatto oggi dallo stesso presidente eletto degli Stati Uniti, Barack Obama: Hillary Clinton è il nuovo segretario di Stato, la carica politica più importante dell'amministrazione dopo quella del presidente e del vicepresidente.
Con lei saranno ufficialmente nominati anche gli altri due responsabili della squadra di governo preposta alla sicurezza nazionale: l'attuale ministro della Difesa, Robert Gates, che secondo indiscrezioni dovrebbe restare in carica almeno per un altro anno; e l'ex comandante supremo della Nato, il generale Jim Jones, che nel nuovo governo di Barack Obama avrà l'incarico di Consigliere per la Sicurezza Nazionale. Inoltre saranno ufficializzate queste altre tre nomine: alla Giustizia Eric Holder, il consigliere legale di Obama, alla Sicurezza Interna la governatrice dell'Arizona, Janet Napolitano, Susan Rice, esperta di politica estera, sarà il nuovo ambasciatore americano all'Onu.
Si tratta di nomine attese e, almeno a giudicare dai commenti di alcuni dei principali esponenti politici del Paese, condivise e applaudite sia da Democratici che Repubblicani. "Il triumvirato composto da Gates, Clinton e Jones e indicato da Obama per formare la ‘squadra per la sicurezza nazionale' - ha commentato l'autorevole senatore repubblicano John Warner, uno dei membri anziani e più rispettati della Commissione Forze Armate del Congresso - ispira grande fiducia sia sul piano interno che all'estero, e rafforza ulteriormente il crescente rispetto per il coraggio e la capacità dimostrate dal presidente eletto nell'equilibrio con cui seleziona le persone migliori per sviluppare le nostre politiche di sicurezza".
La nomina di Hillary a segretario di Stato, per quanto auspicata in termini bipartisan, non è stata priva di ostacoli. Obama ha voluto sgombrare il campo da ogni possibile conflitto di interessi derivante dalle molte attività all'estero della Fondazione che fa capo all'ex presidente Bill Clinton. Così insieme a una squadra di legali è stata passata al setaccio tutta la complessa organizzazione della Fondazione Clinton. Solo quando l'ex presidente ha accettato di ‘svelare' i nomi degli oltre duecentomila suoi finanziatori, precisando nel dettaglio il tipo di collaborazione che da loro ottiene, il nascente governo Obama ha dato il via libera all'operazione Hillary.
Bill Clinton aveva sempre mantenuto segreti i nomi dei suoi finanziatori. La legge federale lo consente. Si è deciso a pubblicarli proprio per evitare ogni speculazione circa possibili conflitti di interesse. Era - questa - una delle nove condizioni poste da Obama. Le altre sono altrettanto severe. Come, per esempio, quella di separare dalla Fondazione la Clinton Global Iniziative, l'associazione umanitaria che si occupa a livello globale di malattie, povertà e cambiamento climatico (e che riceve anche contributi da governi stranieri); oppure come l'impegno, sottoscritto da Bill Clinton, di sottoporre a titolo preventivo non solo i suoi affari, ma anche i suoi discorsi ai responsabili ad un ufficio ‘etico' apposito del Dipartimento di Stato e, se necessario, alla Casa Bianca.
Obama vuole evitare ad ogni costo che, affidando a Hillary Clinton un ruolo così importante all'interno della sua amministrazione, sorgano problemi e speculazioni per eventuali conflitti di interesse che danneggerebbero non poco l'immagine di ‘change' che lui ha promesso e vuole. Nello stesso tempo, però, il cambiamento ha bisogno di esperienza. Da qui una nomina nel segno della continuità come quella di Robert Gates, e una nomina di assoluto prestigio come quella del generale Jones, ex comandante supremo delle forze Nato, al quale affidare il delicatissimo incarico di Consigliere della Sicurezza Nazionale.
(luciano.clerico@ansa.it).