Chicago. Obama presenta la sua squadra internazionale. Un 'dream team' capeggiato dalla sua ex rivale per la Casa Bianca
CHICAGO. Una nuova alba per l'America, all'insegna del multilateralismo, con la politica estera in mano all'ex first lady Hillary Clinton.
Gli Stati Uniti nel mondo cambieranno e cambieranno presto: parola del presidente eletto Barack Obama, che ha presentato ieri a Chicago, nell'Illinois, la sua squadra internazionale. E' un 'dream team' capeggiato dalla sua ex rivale per la Casa Bianca, Hillary Clinton, e composto da personalità di alto livello e di primo piano, anche legate all'Amministrazione del presidente uscente George W. Bush. Come il capo del Pentagono Bob Gates che mantiene per il momento il suo incarico.
Vere sorprese, a dir vero non ci sono, perché i nomi della compagine che dovrà restaurare l'immagine degli Stati Uniti all'estero, erano già noti e stranoti da diversi giorni. Ma vederli tutti in fila in piedi dietro ad Obama, nei saloni dello storico Hilton di Chicago, fa tuttavia un certo effetto. Oltre a Hillary e Gates, nella squadra c'é Jim Jones, l'altissimo ex comandante in campo delle forze armate della Nato che diventerà Consigliere per la Sicurezza nazionale della Casa Bianca. C'é Susan Rice, una fedelissima di Obama, futuro ambasciatore all'Onu (con il rango di membro del gabinetto). Ci sono poi Janet Napolitano, una italo-americana governatore dell'Arizona, che andrà alla Sicurezza Interna; mentre Eric Holder, un avvocato afro-americano, andrà alla giustizia. Nel presentare la squadra, Obama ha indicato che "in questo mondo incerto, è giunto il momento di un nuovo inizio, di una nuova alba per la leadership americana, per risolvere le sfide del 21.mo secolo, e per raccogliere le opportunità contenute in queste sfide". "Per vincere - ha aggiunto il futuro inquilino della Casa Bianca - dobbiamo perseguire una nuova strategia che con grande abilità sfrutti, equilibri ed integri tutti gli elementi del potere americano: le nostre forze armate e la nostra diplomazia, la nostra intelligence e le nostre leggi, la nostra economia ed il potere del nostro esempio morale. La squadra che abbiamo riunito oggi è stata costruita su misura". Il presidente eletto non a caso ha lasciato ampio spazio alla Clinton, definita "una amica, una collega, una fonte di consigli" una donna che possiede "una intelligenza eccezionale" oltre ad avere "una grande etica del lavoro". Hillary, che ha preso la parola subito dopo Obama, è immediatamente entrata nel vivo della questione.
"L'America - ha detto il segretario di Stato designato - non può risolvere le crisi senza il resto del mondo", e il mondo "non può risolverle senza l'America". La ha fatto eco la Rice, decisa ad aumentare l'impegno americano nell'Onu, convinta che "nessuno dei nostro obiettivi può essere raggiunto dall'America da sola". La nuova parola d'ordine dell'Amministrazione Usa entrante è quindi la multilateralità. Si tratta di una nozione in netto contrasto con la politica di Bush, andato in Iraq senza il sostegno delle Nazioni Uniti, di cui Obama auspica una rapida riforma per renderla più efficace. C'é anche chi parla di multilateralità anche in seno al futuro gabinetto Obama, dato che attorno a sé ha raccolto una serie di personalità forti, per suscitare il dibattito, anche aspro, convinto da sempre che lavorare con gli 'yes men' non giovi al processo decisionale. In realtà è forse più corretto parlare di confronto: in ambito multilaterale decide la maggioranza (e talvolta ci vuole il consenso). Nella 'Situation Room', la stanza delle crisi della Casa Bianca, l'ultima parola spetterà sempre al presidente. "Voglio forti personalità e forti opinionì, ha spiegato Obama pronunciandosi contro "il pensiero di gruppo" e l'assenza di dibattito interno che ha contrassegnato, nel giudizio dei media, l'amministrazione Bush. "Ma alla fine sarò io a decidere la politicà, ha quindi risposto a un giornalista che gli aveva chiesto come evitare che il nuovo 'team di rivali' si trasformasse in uno "scontro tra rivali
Cinque presidenti alla Casa Bianca
08-01-2009












