Dal Mondo

Attenato in India. Obama ribadisce: "Non possiamo tollerare un mondo in cui innocenti vengono uccisi da estremisti''

02-12-2008

WASHINGTON. Anche se l'uomo che siede nello Studio Ovale tra poco non sarà più lo stesso, non per questo gli Stati Uniti cambieranno ‘'l'attenzione, la determinazione e l'impegno'' nella lotta al terrorismo. Parola di Barack Obama.
La conferenza stampa tenuta ieri a Chicago dal presidente eletto, convocata per annunciare la nuova squadra di governo in tema di sicurezza, è stata l'occasione per Obama per alzare il tono sul terrorismo. Obama, che è tornato ad esprimere il cordoglio e l'appoggio dell'America all'India per gli attentati di Mumbai, ha ribadito che da parte americana continuerà nei confronti dei terroristi di tutto il mondo una lotta senza quartiere: "Non possiamo tollerare un mondo in cui innocenti vengono uccisi da estremisti'' e per questo gli Stati Uniti quando lui si sarà insediato con pieni poteri ‘'impiegheranno tutta la loro forza'' nella lotta contro le minacce del terrorismo.
‘'Il nostro obiettivo non è solo quello di rendere l'America più sicura, ma anche di essere certi che pace e prosperità possono esistere nel mondo''. Come ha spesso ribadito in campagna elettorale, la lotta al terrorismo è forse la sfida più importante che il mondo ha di fronte nel 21/mo secolo, ‘'e come l'America è fermamente a fianco dell'India, alla quale esprimiamo tutto il nostro cordoglio e la nostra vicinanza, così ci aspettiamo che faccia la comunità internazionale''.
A un terrore globale si deve dare un risposta globale, e tutto il mondo è chiamato secondo Obama a prendere posizione. ‘'Il nostro destino è condiviso con quello del mondo. Come abbiamo imparato l'11 settembre, il terrorismo non può essere fermato dai confini, la sicurezza non può essere garantita solo dagli oceani''. Lo dimostra quanto avvenuto a Mumbai, dove sono quasi 200 le persone morte, di cui trenta stranieri. Di fronte a una tale tragedia, Obama ne è certo, ‘'anche il Pakistan rispetterà gli impegni presi''. ‘'Nel mondo a cui puntiamo non c'è posto per coloro che uccidono civili innocenti rifacendosi a estremismi pieni d'odio. Ho detto al premier Manmohan Singh che l'America è fermamente al suo fianco. E sono sicuro che la grande democrazia dell'India è più forte degli assassini che la vogliono piegare''.
Sono le stesse parole espresse in questi giorni dal presidente George W. Bush, e ribadite a Londra dal segretario di Stato, Condoleezza Rice, che ha chiesto al Pakistan ‘'una totale, assoluta, completa trasparenza e cooperazione''. Contro il terrorismo, la cooperazione non può che essere ‘'globale'', e dunque la Casa Bianca - come riferito dalla portavoce Dana Perino - si attende che anche il Pakistan collabori: ‘'I pachistani si sono impegnati a lavorare insieme all'India per scoprire chi si celi dietro agli attacchi. Non ci aspettavamo niente di meno''.
Sia essa di Bush o di Obama, la lotta che l'America intende portare al terrorismo del mondo è la stessa. Si tratta solo di coinvolgere tutta la comunità internazionale. Da questo punto di vista ‘'è tempo di un nuovo inizio - ha detto Obama - Dimostreremo ancora una volta al mondo intero che l'America è capace di difendere senza esitazione il suo popolo''.