La città

NYC/Per la Callas una targa nell'ospedale dove nacque

di Riccardo Chioni

03-12-2008

NEW YORK. La leggenda narra che nella notte del 2 dicembre 1923, nel mezzo di un temporale torrenziale, nasceva Sofia Kaikilia Anna Maria Kalogeropoulou nell'ospedale Terence Card. Cook nella Upper East Side di Manhattan da genitori greci emigrati quattro mesi prima.
Qualche anno più tardi, suo padre cambierà il nome di famiglia in Callas, un cognome che diventerà una pietra miliare nella storia dell'opera di proporzioni leggendarie.
Ieri, nella ricorrenza del 85esimo anniversario della nascita del celebrato soprano, nell'auditorium del Hospital Terence Card. Cook si è svolta la cerimonia di consegna di una lapide ricordo in marmo bianco di Carrara per ricordare l'intramontabile voce divina dell'opera dal permanente sguardo malinconico.
Alla cerimonia erano presenti i consoli generali Francesco Talò e quello greco Aghi Balta, il patriarca della chiesa greco-ortodossa arcivescovo Demetrios, la direttrice esecutiva dell'ospedale Laura Gaffner, Bruno Tosi presidente della Associazione Internazionale Maria Callas, il direttore dell'Istituto italiano di Cultura, Renato Miracco e Giuliana Ridolfi che ha curato l'iniziativa.
Miracco spiega ad America Oggi come si è arrivati alla cerimonia. "Abbiamo scoperto che Maria Callas era nata qui a New York e ci sembrava carino nella ricorrenza dell'85esimo compleanno festeggiarla in una maniera un po' inusitata, nell'ospedale dove era nata e abbiamo deciso di mettere questa targa commemorativa nell'audito-rium che è sfruttato tutti i giorni dai malati, diventando una presenza diversa, non mondana, ma veramente sentita in mezzo ai malati e mi sembra una cosa molto giusta".
Miracco prosegue anticipando una mostra ed un concerto dedicati a Maria Callas nella prossima primavera a New York, con l'assegnazione di premi per interpreti d'opera.
Il console generale Francesco Talò osserva che si tratta di un'iniziativa dell'Istituto, in particolare di Giuliana Ridolfi in contatto con l'Associazione italiana, sostenuta dal Consolato che ha coinvolto le rappresentanze religiose e istituzioali elleniche. "È diventata un'iniziativa comune ed è bello che rimanga un piccolo segno in questo ospedale che ha visto nascere la Callas" ha precisato il ministro Talò.
"È nata per volontà mia e di Giuliana Ridolfi" sostiene Bruno Tosi che a New York aveva già presentato una grande mostra sulla Diva. "Oggi la mia collezione è molto più vasta e spero di poterla portare qui tra qualche mese. La Callsas - aggiunge Tosi - compirebbe 85 anni, è morta 31 anni fa, troppo presto, però è sempre vivo il suo mito ed ha un grande significato che nell'ospedale dove è nata rimanga questa targa, un piccolo capolavoro degli scultori di Carrara".
Tosi spiega che la mostra in allestimento dedicata alla Diva sarà itinerante e, oltre a New York, toccherà Los Angeles, Chicago, San Francisco, Tokyo e Pechino.
"Dopodiché - precisa Tosi - donerò la mia collezione raccolta nel giro di venti anni con tanto impegno e anche sacrifici. Andrà a far parte del museo con sede a Venezia, a disposizione di giovani cantanti".
Tosi racconta di essere stato il press-agent di Renata Tebaldi e confida "dovevo amare la Callas in segreto".
Il presidente dell'Associazione dice che la scelta di New York per la cerimonia è quella giusta, anche perché "qui il grande soprano è stato nemo profeta in patria".
"All'inizio il Metropolitan fece un'audizione e non la scritturò per Madama Butterfly e preferì il soprano Regina Resnik e la Callas dovette fare la baby sitter, in attesa di conoscere il successo. Però qui incontrò il tenore Giovanni Zenatello e sunito debuttò all'Arena di Verona, iniziando in Italia la sua carriera.
Di fatto la Callas è italiana per matrimonio, anche se poi si consluse dopo dieci anni, la carriera è italiana e da lì ha portato nel mondo Puccini e in modo particolare Bellini e Donizzetti.
Maria Callas - sostiene Tosi - ha fatto la sua rivoluzione riportando con sensibilità moderna il canto antico, senza stravolgere i valori della musica, ma riportandoli alla volontà dei grandi autori".
Una diva intramontabile, un mito quello della diva Callas che non conosce tramonto, anche a distanza di oltre tre decenni dalla scomparsa. "Ecco perché è la cantante che vende dicei volte più di Pavarotti e di Bocelli, mentre il sito Callas.it in 4 anni ha avuto 25 milioni di visitatori. Perché è un genio della musica, era e rimarrà una diva indimenticabile".