Lyndhurst. Festa Italia 2000. Un Thanksgiving senza il tacchino
"Mamma, li turchi", esclamava una socia alla "Thanksgiving Celebration" presso "Italia 2000" in Lyndhurst (N.J.), ed a giustificare la sua sorpresa, soggiungeva: "La festa del tacchino, senza tacchino"!
Si rideva un po' tutti, trovando l'esclamazione appropriata, ma più per questione di ambiente; ambiente americano; però, taluni si chiedono: "Come mai la festa del tacchino divenne festa nazionale? Risale allo sbarco nel nord-est USA, nella Plymouth di oggi di separatisti inglesi e scozzesi che, perseguitati in Inghilterra poichè puritani, ripararono dapprima in Olanda (1607-8), ma non trovandosi bene neppure nei Paesi Bassi, in Inghilterra tornarono e, usufruendo dell'aiuto di armatori inglesi, da Londra riuscirono a partire per il Nuovo Mondo nel 1620 con la nave "Mayflower", a mezzo della quale giunsero a destinazione - odierna Plyumouth - nel 1621.
Altre navi degli armatori che li avevano aiutati non giunsero in tempo come previsto, ed i profughi rischiavano di morir di fame; vennero salvati dagli indiani che, mossi a pietà, diedero loro dei tacchini e indicarono loro come andarne alla ricerca, per sfamarsi
Il tacchino è un gallinaceo che allora cresceva allo stato brado; come cresce ancora oggi: allevato all'aperto perchè mangia un po' di tutto, e l'uno va taccheggiando l'altro, trangugiando quello che trova lungo il tragitto.
Come mai il tacchino finì per essere chiamato "turkey"in Inghilterra e lo è ancora oggi, nei paesi di lingua inglese? L'episodio dei "Pilgrim Fathers" (Padre Pellegrini), per le comunicazioni allora non così facili come oggi, rimase semi-ignorato, non solo; ma quel tempo si sapeva in generale che ogni prodotto non del luogo proveniva dall'Asia; dalle Indie ed, inviato con carovane ai porti del Medio Oriente, mercanti arabi tali prodotti portavano in Europa, come furono la arance, manderini e limoni..
Quindi, si crede il tacchino fosse venuto dalla Turchia, allora Anatolia, che fa parte dell'Asia Minore, e cosi venne chiamato "turkey"; cioè originario della Turchia. Un tale errore potra' sembrare strano, ma noi italiani ne abbiamo un altro simile. In Italia si chiama "granturco" il "mais", che è originario del Sud America; perchè? Per lo stesso errore commesso dagli inglesi; venne ritenuto di provenienza dall'Asia Minore.
Circa l'esclamazione "Mamma, li turchi", l'origine risale anche a quell'epoca; cioè, prima dell'avvento della grande navigazione, con il Mediterraneo in preda alla pirateria; gli arabi divenuti musulmani, che non si contentavano più di navigare per comprare e poi vendere, ma poi cominciarono a sbarcare lungo le coste, fare scorrereie; uccidere gli uomini, violentare le donne, rapire i bambini, che poi venivano cresciuti come schiavi.
E tutti conoscono la storia di San Paolino vescovo di Nola, che nei paesi arabi andò ad offrire se stesso per il riscatto di bimbi rapiti a Nola, dove li riportò a riscatto ottenuto, e venne accolto dalla popolazione con dei gigli ed abbiamo dei nolani emigrati in USA che ogni anno tengono la Festa del Giglio in ricordo dell'impresa eroica di San Paolino
Comunque, di San Paolino ve ne fu uno solo e la pirateria continuò, costringendo gli abitanti dellle zone costiere a lasciare i siti amati in riva al mare e costruire nuove abitazioni su alture, colline ed anche ardue montagne, verso l'interno, per essere il più lontano possibile dai rischi di ammaraggi di pirati, scorrerie; sfaceli, stragi, rapine.
Va ricordato, anche se generalmente noto, che Cristoforo Colombo, prima di tentare di andare oltre le Colonne d'Ercole (Gibilterra), a lungo navigò nel Mediteraneo e, impadronitosi dell'arte di navigare, diede ascolto al Torricelli, che gli suggerì di "andare verso ovest per raggiungere l'est" e tutte le sue ricchezze. Credeva tanto di raggiungere le Indie che portò con sè un monaco francescano che parlava l'indiano; appunto per avere dei contatti con gli indiani; comprar le merci, tornare in Europa, e divenire ricco con quanto acquistato.. Le cose andaronon diversamente, ma tornando al tacchino, va fatto rilevare che, mentre popoli di lingua inglese lo chiamarono e lo chiamano ancora "turkey", in Francia viene chiamato "poule d'Inde" (pollo dell'India), ed i francesi hanno in ogni caso ragione, poiche' dal Nuovo Mondo venne; l'India cercata da Colombo. Incidentalmente, Beniamino Franklin voleva che il tacchino fosse scelto come uccello nazionale; animale pacifico e mangione, gli preferirono l'aquila romana!
E qui un'altra chiosa, chiedendo venia per la prolissità. Le merci portate in Europa dagli Arabi via mare, dove andavano? A Genova, la Patria di Colombo. Ebbene, la Genova d'oggi, a quel tempo era chiamata, con voce latina "Ianua", che significa "porta" E Genova fu la porta d'Europa per lunghissimo tempo. E lo rimane ancora; perlomeno per l'Europa Centrale, la Scandinavia venuta meno, dopo che da Oslo e Stoccolma cominciarono a navigare. Ma qualcosa d'origine genovese è un po' comune oggi in tutto il mondo; i "blue jeans" sono copia dei calzoni o pantaloni che indossavano i marinei genovesi, quando salpavano, issando le vele e le ammainavano, al ritorno.. E "jean" è rifacimento inglese del latino "ianua".
E, oltre che in quel che si indossa,v'è qualcos'altro di genovese nelle scuoledei paesi di lingua inglese, dove il bidello: colui che sta all'ingressodelel aule; apre la scuola, si chiama "janitor". E v'è ancora qualcos'altro di genovese nel calendario: gennaio perchè si chiama cosi? E' il primo mese dell'anno; apre la porta al nuovo anno. Ed abbiamno anche un nome di persona: Gennaro e Gennarino; cioè, nato di gennaio; ed abbiaqmo Giuliao ed agostino, dai mesi di luglio e agosto. In inglese, al femmkinkile, hanno: April, May e June: da aprile, maggio giugno.
E qui basta. Quanto precede, è stato stilato come seguito a conversazione con Rosa Russo, presidente di "Italia 2000" di Lundhurst, avvenuta dopo l'eslamazione "Mamma, li turchi" che per un momento lasciò tutti perplessi. Ma la festa del Thanksgiving riguardava gli anglofoni; gli italofoni nella serata si accontentarono di belle fette di pizza, come consueto, stando insieme tanto per farsi compagnia; non per una festa. Delle feste di ringraziamento si tengono in Italia, in tempi diversi e luoghi diversi; nelle zone agricole, alla raccolta del raccolto del grano; in tal'altre, dove abbonda l'uva, alla vendemmia, o a San Martino, l'11 novembre, quando il mosto (l'uva spremuta o pestata) diventa vino.
E San Martino è stato ricordato; si è bevuto dell'ottimo vino fatto in casa da alcuni dirigenti e soci e v'erano due compleanni da non far passare in silenzio; erano di due ottuagenari. Quella sera celebravano molte primavere Domenico Rotondo, consigliere del sodalizio, che nato nel 1927 diveniva ottantunenne e Jennye Cece, "attempata" mamma di Antonio Cece, giornalista che scrive per il periodico "Il Ponte:, che nata nel 1923, celebrava l'ottantreesimo compleanno. Una bella torta era stata preparata per loro ed, oltre alle generose fette di pizza al pomodoro ed ai funghi, tutti gli intervenuti; un centinaio, hanno gustato bocconcini portati da diversi soci e dirigenti e centellinato sorsetti di tè, caffe e taluno un bichierino di Campari; un Amaro di Saronno o un Amaro Averna.
02-01-2009









