Cultura

Sulla rivista Lancet lo speciale "Child Maltreatment"

03-12-2008

ROMA. Violenze fisiche d'ogni sorta, percosse spinte e bruciature, poi abusi sessuali, ma anche abbandono, ovvero totale indifferenza ai bisogni fisici ed emotivi di un bambino: nei nostri paesi, quelli ad alto reddito, é questo l'inferno in cui cresce qualcosa come un bambino su 10. Un muro di 'omertà‘ aiuta i loro 'aguzzini', infatti meno di un decimo di questi abusi viene individuato e riportato ai servizi sociali addetti, spiegano sulla rivista Lancet che dedica questa settimana lo speciale "Child Maltreatment" sul tema, Ruth Gilbert del Centro di Epidemiologia di Salute Infantile dell'Università College di Londra e Cathy Spatz Widom della City University di New York.
Proprio a coloro che dovrebbero accorgersene per primi, insegnanti e pediatri, la violenza spesso passa sotto il naso e non poche volte fingono di non accorgersene. Infatti pur essendo le categorie a cui si deve la metà delle denunce, di fatto riportano alle autorità o ai servizi sociali sul territorio solo una quota minoritaria dei casi.
Le piccole vittime di abusi fisici possono essere dal 4 al 16% dei bambini ogni anno. Quasi sempre le violenze, fisiche e psichiche, si comsumano in casa e ogni anno nel mondo sono 155 mila le morti di bambini abusati. Gli abusi sessuali di qualunque tipo riguardano invece fino al 15% delle femmine fino a 18 anni, il 5% dei maschi. Di quelli più gravi, gli stupri, resta vittima il 10% delle femmine e dall'1 al 5% dei maschi. Spesso il 'carnefice' è un uomo di cui ci si fida, un parente, un amico di famiglia. Ma ci sono anche altre forme di violenza, più subdole ma non meno dannose: attacchi verbali in grado di terrorizzare, insulti, denigrazioni assurde, questi ed altri abusi psicologici, che compromettono il normale sviluppo psichico ed emotivo dei bambini, sono la violenza cui viene ogni anno sottoposto il 10% dei bambini.
L'abbandono vero e proprio, cioé il venir meno ai bisogni fisici e psichici del piccolo, grava sulle spalle scoperte del 15% dei minori. Questo scioccante bollettino passa in realtà in gran parte sotto silenzio: gli adulti che dovrebbero vigilare, proteggere, allertare, spesso non si accorgono e altrettanto spesso fingono di non accorgersene.
Quando c'é il sospetto di un abuso le categorie professionali a contatto coi bimbi tendono a tacere a meno che non abbiano un elevato livello di certezza che l'abuso si è verificato. I medici non fanno eccezione a questo comportamento 'omertoso', soprattutto quando i parenti della presunta vittima sono in buoni rapporti con loro. A volte credono che denunciare sia peggio, che i servizi sociali non abbiano le capacità per prendersi in carico il caso, oppure che riusciranno, da soli, a risolvere la faccenda. Quanto agli insegnanti e al personale scolastico in generale, anche loro tendono a fare poche segnalazioni: uno studio mostra che le scuole riferiscono ai servizi territoriali solo dal 30 al 37% dei casi di maltrattamento noti.
Il bambino così è tradito due volte dagli adulti da cui dovrebbe invece essere protetto: prima da chi gli fa violenza, spesso un genitore, poi da chi dovrebbe aiutarlo a uscire dall'inferno dell'abuso, cosicché questo finisce per diventare cronico e lasciare segni indelebili. Infatti un bambino su cinque tra le vittime di abusi tenta il suicidio, più del doppio dei coetanei non abusati. Inoltre molti studi dimostrano che un bambino abusato spesso sarà a sua volta un adulto violento, avrà un rischio alto di assumere droghe o alcol, non riuscirà a portare a termine gli studi e ad inserirsi dal punto di vista sociale e occupazionale.