Tremonti: per l' Italia debito pubblico record ma va meglio con quello privato
ROMA. L'Italia ha un debito pubblico record "il terzo del mondo", ma limitarsi a valutare questo è una visione "ragionieristica, occhiuta e retrò". Bisogna invece fare attenzione al "debito privato" che è "altrettanto pericoloso" e che deve entrare nelle valutazioni, anche nei rating dei Paesi. In questo caso l'Italia sarebbe posizionata in modo migliore. Ad affermarlo è stato il ministro dell'Economia Giulio Tremonti durante l'audizione davanti alle commissioni Bilancio e in commissioni Politiche Europee della Camera.
"Il debito pubblico - ha spiegato Tremonti - è soggetto ad un controllo molto forte, sull'assunzione che sia la grandezza più rilevante, più critica e più pericolosa. La lezione di questa crisi è che, certo è rilevante il debito pubblico, ma anche il debito privato". Tremonti ha spiegato come il debito pubblico si trasferisce sul settore pubblico. "Un passo ulteriore degli interventi fatti per gestire la crisi sono considerati, in termini di colossali trasferimenti, una sorta di swap dal debito privato al debito pubblico". Tremonti ha quindi sostenuto che vista questa osmosi "la valutazione di un Paese va fatta consolidamento le voci di debito, non solo per il settore pubblico, ma anche per quello privato. In questi termini il rating andrebbe rideterminato considerando anche i fattori di attivo o di minor debito privato. In questi termini la nostra posizione consolidata dovrebbe essere consolidata diversa da altri Paesi, dove magari é più basso il debito pubblico ma è più alto quello privato".
SACCONI PREOCCUPATO,MA NESSUN RISCHIO BANCAROTTA
Bisogna mantenere la guardia alta sul debito pubblico italiano, ma non c'é alcun rischio di default, di bancarotta per l'Azienda Italia. Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi parla, nel corso della trasmissione Economix, davanti ad una platea di giovani e sintetizza in modo deciso i pericoli, teorici, delle difficoltà che potrebbero arrivare dall'aver un debito pubblico troppo alto, un rischio-Argentina. Subito ne nasce una polemica politica, con il Pd a sollecitare chiarimenti da parte del Ministro dell'Economia Giulio Tremonti, che in giornata aveva sì parlato del pesante debito italiano ("il terzo del mondo") senza però usare toni allarmistici e anzi ricordando che la crisi ha mostrato come pericoloso sia anche il debito privato, che vede esposti altri Paesi e non l'Italia.
Ad Economix Sacconi risponde ad una domanda della giornalista che gli chiede se è vero che, a differenza di Tremonti attento ai conti pubblici, lui avrebbe voluto altri interventi. "Non è per nulla vero. Sono anche io legato al vincolo del debito pubblico e preoccupato per il rischio di default del Paese, con il debito che ha. C'é qualcosa di peggiore della recessione: é la bancarotta dello Stato, una ipotesi improbabile ma comunque possibile" in linea teorica. Come italiani - ha aggiunto il ministro spiegando ai giovani presenti - "non possiamo permetterci neanche lontanamente che vada deserta un'asta pubblica di titoli di Stato. Ci sarebbe una carenza di liquidità per pagare pensione e stipendi e faremmo come l'Argentina".
La polemica politica è subito montata così che Sacconi è tornato a precisare il senso delle proprie frasi."Sono costretto - afferma - a intervenire dalla disinvoltura con cui alcuni hanno interpretato una considerazione più volte ripetuta circa la necessità di tenere alto il livello di guardia sul debito pubblico, attribuendomi addirittura un presunto 'rischio bancarotta'. Non ho mai detto né lasciato intendere che vi può essere un rischio di tale natura,ma solo che il debito pubblico costituisce per la sua dimensione un vincolo ineludibile per le politiche di spesa. La robusta politica di controllo della finanza pubblica, che abbiamo realizzato con la manovra di giugno, ci mette quindi al riparo da ogni pericolo ed è quindi all'interno di essa che abbiamo definito il pacchetto di misure per sostenere la crescita e proteggere il disagio sociale".
Tremonti nel primo pomeriggio aveva invece ricordato che il debito italiano è il "terzo del mondo" e spiegato che i pericoli più che dalla finanza pubblica vengono dal mercato. "Il nostro vincolo non è il Patto - ha detto il ministro ripetendo un concetto già altre volte espresso - come spesso leggo sui giornali, ma il nostro unico vincolo è il mercato finanziario". I parlamentari del Pd, in particolare, hanno messo in evidenza le parole di Sacconi. "Tremonti chiarisca", ha chiesto il Senatore Tiziano Treu.
"I pessimisti sono al Governo, che non riesce a mettere in campo provvedimenti coraggiosi", gli ha fatto eco il compagno di partito Giorgio Tonini. "Sacconi - ha aggiunto il portavoce del Pd, Andrea Orlando - di fatto smentisce le affermazioni di Tremonti secondo il quale la finanza pubblica era stata messa al sicuro con la manovra finanziaria di luglio. Per fortuna che per il governo i pessimisti eravamo noi".












