Trenton. In corso il processo contro il trio di rapinatori di banca
AVEVANO INIZIATO quasi per gioco, poi ci avevano preso gusto e così avevano continuato a rapinare filiali di banche nel New Jersey: quattro colpi messi a segno senza mai usare violenza. Troppi per l'Fbi che s'era messo alle calcagna del terzetto, pizzicandolo con le mani nel sacco. Però ci scappò il morto: un agente federale raggiunto da proiettili sparati da un collega.
A Trenton è in corso il processo contro il trio di rapinatori, tutti sui venti anni, residenti a New Brunswick, dichiaratisi non colpevoli ai quattro capi d'imputazione per rapina a banche e possesso d'arma da fuoco a loro attribuiti che comportano - se riconosciuti colpevoli - alcuni decenni assicurati in un penitenziario federale per ciascuno. La giuria e il giudice federale Anne Thompson hanno ascoltato la confessione rilasciata all'Fbi da Francisco Herrera-Genao, accusato di avere preso parte assieme agli altri imputati, Wilfredo Berrios e Efrain Lynn a quattro rapine a filiali di banche del New Jersey.
Francisco Herrera-Genao ha iniziato raccontando che aveva ideato una singola rapina, ma che in seguito al successo ottenuto, aveva deciso di continuare assieme agli altri due perché "assuefatto all'emozione". A quella inaugurale della serie di quattro - ha proseguito la mente Francisco - uno dei rapinatori aveva adoperato un finto fucile automatico, quasi vergognandosene. Tanto, che con i soldi della rapina numero uno decise di acquistarne uno vero, "perché riteneva che sarebbe apparso uno stupido se fosse stato pizzicato a fare una rapina con un'arma giocattolo". Il terzetto è accusato di quattro rapine e di un tentativo di rapinarne una quinta.
Quel giorno, il 5 aprile 2007, un team speciale dell'Fbi s'era messo a pedinare il terzetto su cui erano caduti i maggiori sospetti, finendo alla filiale Pnc Bank di Readington dove l'agente Barry Lee Bush venne accidentalmente colpito dal fuoco di un collega che lo aveva scambiato per uno dei rapinatori.
Berrios fu arrestato all'esterno della banca e Herrera-Genao finì ammanettato il giorno seguente dopo aver trascorso la notte in un bosco nei pressi della rapina dopo una serrata caccia all'uomo. Lynn il giorno del quinto tentativo di rapina si trovava in un'aula di tribunale a New Brunswick, ma è accusato di aver preso parte alle altre.
Anche un quarto sospetto, Michael Cruz - sempre di New Brunswick - venne arrestato mentre si trovava a bordo di un'auto pronta per la fuga all'esterno della Pnc Bank di Readington. Nei primi mesi di quest'anno, Cruz aveva vuotato il sacco e confessato la partecipazione alle rapine e il possesso illegale d'arma da fuoco. Forse la prossima settimana Cruz siederà al banco dei testimoni per sostenere la tesi di colpevolezza della procura federale a carico dei tre imputati.
Nessuno - tuttavia - è accusato della morte dell'agente dell'Fbi Bush, ma non è detto che il giudice Thompson non voglia tenere in considerazione il ruolo degli imputati nella morte, al momento di emettere la sentenza.
La confessione di Herrera-Genao nel giorno della cattura inizia raccontando che la prima rapina doveva essere l'anche l'ultima. Ideata - a suo dire - per raccimolare quattrini necessari per pagare un'operazione chirurgica del fratello che vive nella Repubblica Dominicana. Più avanti, però, ammette di essersi dato invece alla bella vita spendendo quanto sottratto alla prima banca rapinata ai tavoli da biliardo e in bar a luci rosse.
Nessuno dei tre imputati aveva sparato al momento della sortita degli agenti dell'Fbi che aveva portato alla morte di Bush, 52 anni, residente a Forks Township in Pennsylvania, il 51esimo agente federale caduto in servizio e il primo ucciso in New Jersey.
Al banco dei testimoni l'agente dell'Fbi James Tareco ha dichiarato che quando si è avvicinato all'abitacolo dell'auto su cui si trovava Berrios, aveva visto che tratteneva una pistola tra le gambe e che nella stessa vettura era stato rinvenuto il fucile, quello vero.
Un altro agente, Carrie Brzezinski, ha descritto in che modo l'Fbi era arrivato sulle tracce dei presunti rapinatori. Raccolte e confrontate le testimonianze dei presenti alle rapine, dopo aver messo assieme i tasselli del puzzle - ha riferito in aula l'agente - e in considerazione che erano stati ritrovati alcuni bossoli di pistola calibro .380 in tre delle filiali rapinate da febbraio ad aprile 2007, la squadra speciale di agenti era giunta alla conclusione che si trattava dello stesso gruppo di rapinatori.
Dopo la quarta rapina, il 16 marzo a South Brunswick, gli investigatori avevano deciso di chiudere il cerchio, in vista della quinta rapina. La difesa sostiene che in mano agli inquirenti non c'è alcuna prova di Dna sulle quattro auto rubate usate per le rapine e neppure una positiva identificazione degli imputati sia dalle telecamere di sicurezza che da parte di impiegati e clienti, in quanto i rapinatori indossavano maschere per coprirsi i volti












