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John Gotti

Favara dissolto nell'acido. Nuovi particolari dell'omicidio vendetta voluto da John Gotti

08-01-2009

Un collaboratore di giustizia vuota  il sacco e si scoprono i drammatici retroscena della scomparsa di John Favara, vicino di casa di John Gotti e le macabre rivelazioni sulla sua fine stipato in un barile, lasciato corrodere dall'acido.
L'unica domanda che non ha ancora avuto risposta certa sulla tremenda fine di Favara resta: dove è finito quel barile? Scaricato fuoribordo nelle acque dell'oceano come sospetta l'Fbi, oppure sotterrato in un cimitero della mafia al confine tra Brooklyn e Queens, come invece sostiene un altro collaboratore?
Sta di fatto che gli investigatori federali hanno appurato - attraverso la testimonianza di un collaboratore di giustizia - che Favara, vicino di casa a Howard Beach di John Gotti, è stato ucciso dopo aver accidentalmente ucciso il figlio dodicenne del boss della mala in un incidente stradale e che il suo corpo era stato dissolto nell'acido.
Le macabre rivelazioni sull'orribile fine di Favara sono contenute nella documentazione inoltrata dagli investigatori al tribunale federale in vista dell'avvio del procedimento giudiziario che vede imputato un membro della famiglia Gambino, Charles "Charlie Canig" Carneglia.
La scomparsa di Favara, padre di due bambini, era stata classificata dall'Fbi una vendetta trasversale della mafia che lo aveva fatto svanire nel nulla nel marzo del 1980, proprio su ordine - secondo  gli inquirenti - del capo in persona, John Gotti e in modo tale che i suoi resti fossero eliminati per sempre dalla faccia della terra.
Il procuratore federale di Brooklyn, Roger Burlingame nella documentazione sostiene che Carneglia ha riferito ad un conoscente della famiglia Gambino - pure lui collaboratore di giustizia e prossimo testimone al processo - di avere personalmente proceduto a stipare il corpo di Favara in un barile, prima di cospargerlo di acido per dissolverlo.
Secondo indiscrezioni il collaboratore che aveva ascoltato le confidenze di Carneglia sarebbe Kevin McMahon, suo amico e aspirante malavitoso.
Quasi trent'anni fa Frankie Gotti, dodici anni, stava pedalando su una bici prestata da McMahon lungo 86th Street a Howard Beach a Brooklyn, quando era stato investito dall'auto guidata da Favara, il quale agli agenti aveva detto di essere stato temporaneamente abbagliato dal riflesso del sole mentre stava rincasando dal lavoro.
Secondo quanto sostenuto dalla procura federale, Carneglia si sarebbe premurato di prevenire ritorsioni del boss Joh Gotti nei confronti di McMahon per la bici affidata al figlio ucciso.
Ora il "protetto" di allora, attualmente sotto protezione dell'Fbi, è diventato una fonte inesauribile di informazioni per gli investigatori ai quali ha detto che nessuno avrebbe potuto alzare un dito per salvare Favara. Dopo l'uccisione del rampollo adolescente di John Gotti si erano verificati alcuni episodi anche violenti tra casa Gotti e la famiglia Favara a cui era stato "suggerito" dalla mala di cambiare aria. In uno di questi, l'auto di Favara era stata imbrattata con la scritta "assassino" e anche Victoria Gotti un giorno aveva affrontato Favara con una mazza da baseball, senza tuttavia che il fatto venisse denunciato alle autorità.
Qualche settimana dopo il tragico investimento l'ordine era stato impartito: Favara era stato prelevato dai gorilla di Gotti in un deposito di divani Castro Convertible in località New Hyde Park a Long Island, scaraventato in un furgoncino dove era stato gambizzato e quindi portato a Brooklyn dove era stato finito e stipato in un barile da 55 galloni assieme all'acido corrosivo. Carneglia quindi aveva chiesto aiuto a McMahon per rimuovere il barile con i resti di Favara che si trovava in un seminterrato.
L'Fbi aveva identificato gli autori di quel delitto nelle persone di membri della famiglia Gambino, tra cui John Carneglia fratello di Charles, Gene Gotti, Wilfred "Willie Boy" Johnson, Anthony Rampino e Richard "Redbird" Homes."Charlie Canig", al secolo Charles Carneglia, adesso sessantaduenne, è accusato di cinque omicidi, tra cui figura quello di un agente del tribunale in procinto di salire sul banco dei testimoni a suo carico.
Un altro mafioso già capo della famiglia Bonanno, Joseph Massino, diventato pure collaboratore di giustizia, ha riferito agli investigatori federali di essere certo che i resti di Favara nel barile siano stati sotterrati in una fossa per vittime della mafia al confine tra Queens e Brooklyn, ma gli investigatori sono invece più propensi a sostenere la tesi secondo cui il barile sarebbe stato scaricato in mare.


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