Il giorno della memoria/ Milano-Auschwitz: in treno per non dimenticare
MILANO. Stazione Centrale di Milano. Da qui, al binario 21, ora diventato luogo della memoria, il 6 dicembre del 1943 partì un convoglio con 250 ebrei destinati ai campi di sterminio nazisti.
E altri partirono con un carico di disperazione fino al maggio del 1944. Ieri dalla stazione, che é diventato uno dei luoghi simbolo della Shoah per la compromissione diretta anche degli italiani in questa tragedia, sono partiti due treni per Auschwitz con studenti, lavoratori e pensionati della Lombardia, in tutto 1.200 persone.
Il viaggio della memoria, organizzato dalla Provincia di Milano, dalla Cgil e dalla Cisl, è stato preparato, soprattutto per gli studenti, da corsi di studio e da seminari sulla storia del fascismo, del nazismo e sulla Shoah. Anche in treno un vagone è stato riservato ai seminari nei quali gli studenti delle scuole lombarde hanno confrontato le loro esperienze, le loro ricerche, i loro studi e i libri letti.
Oggi studenti, lavoratori e pensionati lombardi, ad Auschwitz, parteciperanno alle cerimonie ufficiali, quindi visiteranno il campo di sterminio, compreso quello di Birkenau, le camere a gas, i forni crematori e i blocchi dove ebrei, zingari e oppositori del regime venivano detenuti prima di essere uccisi.
E sarà un momento in cui "giovani e anziani insieme proveranno, prima di tutto, forti emozioni", come ha detto il presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati.
In un bel libretto, realizzato dall'Associazione nazionale ex deportati, e distribuito sul treno a tutti i 'viaggiatori della memoria', il presidente Gianfranco Maris ha ricordato: "Dalla cultura europea uscirono i veleni dell'antilluminismo e le forze che aggredirono le civiltà e le culture europee con i nazionalismi e i totalitarismi nazista e fascista, ma dalla cultura europea uscirono anche gli anticorpi, che realizzarono quell'impegno immunitario che tutti i popoli seppero mettere in atto per reagire al delitto fascista e nazista". Quell'impegno è oggi concretizzato dal viaggio in treno verso il luogo simbolo della più grande tragedia dell'umanità: "In questi anni - ha affermato l'assessore all'istruzione della Provincia di Milano, Stefano Barzaghi - la partecipazione è stata sempre più consistente. Puntiamo a formare nuove sentinelle della memoria e ci sembra significativo che ai ragazzi delle scuole si siano uniti gli adulti del treno dei lavoratori".
Un giorno Primo Levi scrisse: "Spaventa il pensiero di quanto potrà accadere fra vent'anni quando tutti i testimoni saranno spariti. Allora i falsari avranno via libera, potranno affermare e negare qualsiasi cosa". Il viaggio ad Auschwitz serve proprio a questo: impedire che i falsari possano negare ed affermare qualsiasi cosa. .












