Monaco. Nucleare: che fare? Vertice con al centro la questione Iran
MONACO. E' cominciata ieri in Germania all'insegna dell'attesa del vicepresidente americano Joseph Biden, l'annuale Conferenza mondiale sulla sicurezza a Monaco di Baviera. All'attenzione dei circa 300 partecipanti vi sono soprattutto la politica nucleare iraniana e lo scudo antimissile. E poi ancora, Afghanistan, Medio Oriente e sicurezza in campo energetico: tutti argomenti sui quali le aspettative hanno avuto un'impennata dopo l'annuncio che l'importante discorso sulla politica estera della nuova amministrazione Usa sarà tenuto dal vicepresidente Biden.
Con le relazioni Usa-Russia-Iran in primo piano quindi, c'é attesa anche per il faccia a faccia tra il direttore generale dell'Agenzia internazionale dell'energia atomica (Aiea) Mohamed el Baradei e l'ex negoziatore iraniano per il nucleare Ali Larijani, oggi presidente del Parlamento. Ieri Larijani si è limitato a una dichiarazione quasi di circostanza. "Recentemente il presidente americano ha affermato che incontrerà le persone per ascoltare e non per dare ordini", ha detto Larijani alludendo alla recente missione dell'inviato Usa in Medio Oriente, George Mitchell. "Un approccio di questo genere - ha aggiunto - mi sembra positivo".
Anche sullo spinoso tema dello scudo antimissile, da mesi fonte di attrito tra Usa e Russia, le uniche dichiarazioni di ieri sera a Monaco evidenziano quanto l'attenzione sia concentrata sul discorso di Biden di oggi. "Il presidente Dmitri Medvedev - ha ribadito il vice primo ministro Serghiei Ivanov - ha detto molto chiaramente e inequivocabilmente che se non verranno installati missili intercettori in Polonia e nella Repubblica Ceca, come era stato progettato dalla precedente amministrazione americana, non verranno installati neppure i missili Iskander a Kaliningrad", l'enclave baltica (ex Koenigsberg) a un tiro di schioppo da Varsavia. Poco dopo queste dichiarazioni, la Polonia ha però tenuto a ribadire di essere pronta a ospitare parte del sistema antimissile Usa, come stabilito lo scorso agosto con l'amministrazione dell'allora presidente George W. Bush.
"Domani a Monaco dirò chiaramente al vicepresidente Biden - ha sottolineato il premier polacco Donald Tusk - che siamo pronti a partecipare a questo progetto, un progetto americano. Quando concordiamo qualcosa con i nostri alleati, noi manteniamo le promesse".
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