La città

New York corteggia i gay

di Riccardo Chioni

12-04-2009

 

Mentre l'industria del turismo della Big Apple inizia a mostrare gli acciacchi provocati dalla recessione globale con gli albergatori in fibrillazione che annunciano licenziamenti, ristoratori che piangono miseria e con le casse della City già in rosso profondo che soffrono ulteriormente, l'amministrazione corre ai ripari e mira alla comunità gay per risollevare le sorti. L'agenzia preposta allo sviluppo del turismo a New York ha avviato questa settimana una campagna mirata a gay e lesbiche per cercare di contenere la voragine del deficit comunale stimato a 4 miliardi di dollari.

La più grande metropoli d'America ha reso nota la nuova campagna per attrarre più turismo gay da tutto il Paese, ma anche da ogni angolo del mondo, mentre altre grandi città in questo momento competono nella gara per strappare alla City il primato di meta nr. 1 per il turismo del settore.

L'iniziativa titolata "The Rainbow Pilgrimage" giunge in un momento in cui le amministrazioni dello Stato e della City subiscono sostanziali mancate entrate a causa della turbolenza economica che ha costretto molti - sia in America che in giro per il mondo - a rimandare le vacanze a tempi migliori. La campagna pubblicitaria "The Rainbow Pilgrimage" è stata strategicamente lanciata a tre mesi di distanza dalla ricorrenza del 40esimo anniversario della rivolta gay partita dal bar Stonewall nel Village che diede vita al movimento per la liberazione omosessuale. "Questi sono tempi duri per il bilancio di New York City" ha detto la presidente del consiglio comunale di New York, Christine Quinn dichiaratamente gay, che si era presentata al podio per l'annuncio assieme alla consigliere comunale Rosie Mendez e ai responsabili dell'agenzia turistica.  Con le performance altalenanti di Wall Street sul cui progresso la City contava inutilmente per incamerare circa un quarto delle proprie entrate, l'amministrazione scruta l'orizzonte a 360 gradi per carpire qualunque occasione idonea a incentivare l'economia locale.

I numeri ci sono, o meglio, c'erano. Lo scorso anno una quantità record di 47 milioni di persone ha visitato la Big Apple: un primato da Guinness che in soldoni significa qualcosa come 30 miliardi di dollari riversati dai turisti nelle casse di New York. Ma il 2009 si annuncia sotto una cattiva stella e rischia di passare alla storia della Grande Mela come il più malandato per il settore del turismo sia dall'interno del Paese che dal mondo.  La nuova campagna mette in risalto la storica reputazione di New York quale destinazione gay-friendly e invita la comunità gay a toccare con mano la propria storia con il "rite of passage", la ricorrenza appunto del 40esimo anniversario di Stonewall. La nuova campagna pubblicitaria sarà vista su siti web, riviste, fermate di bus, ai chioschi dei telefoni pubblici e nelle stazioni ferroviarie. NYC & Company, l'agenzia nonprofit che cura il marketing turistico per la City sta concertando iniziative con agenzie specializzate come Travelocity.com e numerosi hotel, ristoranti e teatri di Broadway in modo da offrire pacchetti-sconti per vitto, alloggio e divertimento.

George Fertitta responsabile dell'agenzia ha sottolineato che è stato deciso di anticipare la campagna tuiristica gay per dare modo alla comunità di organizzarsi in prossimità dell'evento di Stonewall in calendario alla fine di giugno prossimo. Il gioco - sostengono a NYC & Company - vale la candela. Per 190 mila dollari dei contribuenti spesi in questa campagna, l'agenzia si attende un ritorno corrispondente a 2 milioni di dollari.  Dopotutto, New York resta la destinazione preferita della comunità gay sia per viaggi di business che di piacere, seguita nella classifica da Las Vegas e San Francisco, secondo David Paisley manager della società di ricerca turistica Community Marketing Inc. specializzata su consumatori gay. "È iniziata una gara tra città americane per aggiudicarsi turismo gay e New York deve cercare di mantenere la sua posizione primaria" sostiene Paisley. Il mercato del turismo gay rappresenta una discreta fetta del turismo più in generale, viene quantificato nell'ordine del 10 per cento dei 47 milioni di visitatori della Big Apple e, sempre secondo stime della società Community Marketing, l'impatto economico annuale della presenza gay rispecchia un valore di 70.3 miliardi di dollari spesi in tutto il Paese. "Chiaramente - sottolinea Fertitta - è un mercato che gode di una certa flessibilità nel viaggiare".

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