Dagli USA

Obama. Appello pasquale al mondo

Di Luciano Clerico

12-04-2009

WASHINGTON. Alla vigilia di Pasqua Barack Obama (nella foto Ap) ha rivolto un appello pasquale al mondo affinché le sfide globali che il mondo ha di fronte possano essere affrontate con unità di intenti. Quello del presidente degli Stati Uniti è un appello politico, ma che si fonda sul significato religioso che la Pasqua, sia essa cristiana o ebraica, porta nelle case della gente in tanti Paesi del mondo.

Nel suo consueto discorso del sabato via radio e via internet, Obama ha ricordato che la Pasqua cristiana e quella ebraica pur nelle loro differenze "sono entrambe occasione di riflessione e di rinnovamento", occasione "per pensare più profondamente agli obblighi morali che abbiamo con noi stessi e nei confronti gli uni degli altri".

Questo atteggiamento interiore dovrebbe essere alla base del nuovo corso della politica mondiale, per affrontare uniti quelle sfide che riguardano tutti, dal terrorismo all'inquinamento, dalla crisi economica alle cambiamento del clima. Sono sfide di portata tale che secondo Obama "non c'é Paese al mondo che possa affrontarle da solo".

L'unica via è l'unità di intenti. "Non possiamo permettere che le divisioni del passato ci impediscano di progredire in aree di comune preoccupazione" ha detto il presidente degli Stati Uniti, consapevole di parlare non solo agli americani, ma anche, via internet, ad un pubblico molto più ampio. I Paesi del mondo dovrebbero "concentrarsi sulle aree di comune interesse piuttosto che sulle differenze".

Secondo Obama, il mondo contemporaneo è unito oggi, nel XXI secolo, da legami senza precedenti: "La crisi economica non conosce confini. L'estremismo violento mette a rischio la vita di uomini, donne e bambini da Manhattan a Mumbai. Una insostenibile dipendenza dal petrolio straniero avvelena la nostra aria e la nostra acqua e mette a rischio l'intero pianeta. Cresce la proliferazione delle armi più pericolose al mondo. Persiste la diffusione di malattie mortali. Continuano conflitti che durano da anni". Sono sfide, ha detto Obama, che "nessuna Nazione, per quanto potente sia, può affrontare da sola.

Gli Stati Uniti possono indicare la via, ma le possibilità di trovare soluzione a queste sfide senza precedenti viene dall'agire in concerto con gli altri". "Attenti a non fraintendere - ha ammonito Obama -: viviamo in un mondo pericoloso e dobbiamo essere forti e vigili per affrontare queste minacce. Ma non lasciamo che le differenze che abbiamo tra Nazioni ci impediscano di stare insieme per trovare soluzioni che sono essenziali per la nostra sopravvivenza e il nostro successo".

"Nel celebrare la Pasqua ebraica e quella cristiana - ha concluso -, nel celebrare questo tempo di rinnovamento, cerchiamo di trovare la forza di soluzioni condivise e l'obiettivo di aspirazioni comuni".

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