Televisione. Intervista a Maria Macina, l'italiana di "Guiding Light"
NEW YORK. L'anima operativa di Guiding light è l'italo americana Maria Macina (nella foto). Da dodici anni si occupa della produzione della storica soap opera, che dopo 72 anni, sta per chiudere i battenti per volere dell'emittente televisiva Cbs.
Maria è d'origine siciliana e precisamente di San Fratello in provincia di Messina, figlia di due emigranti che si trasferirono nel 1963 a New York. La madre Nicolina, casalinga, di Benevento ed il padre Cirino, meccanico siciliano si sono incontrati in America nel Bronx e sposati nel 1968. Dopo anni di gavetta, prima all'Università St. John's del Queens e successivamente, presso gli studi televisivi di un'emittente locale, Maria Macina è riuscita a coronare il suo sogno: lavorare all'interno di una soap opera e vincere l'Emmy Awards.
Lo aveva promesso a se stessa durante una visita alla Cbs, voleva assolutamente occupare la scrivania del producer e con tanta perseveranza e lavoro, i suoi sacrifici sono stati ripagati, ma a settembre, lei e tutto il cast di Guiding light, che in Italia va in onda con il titolo "Sentieri", rischia di chiudere, a meno che la produzione non riesca a venderlo ad un'altra emittente televisiva. Maria parla perfettamente italiano, ed è merito dei suoi genitori che l'hanno sempre forzata a parlare la lingua d'origine e che la bacchettavano se parlava in dialetto.
Le soaps sono state la sua passione fin da bambina, quando guardava "Febbre d'amore" insieme alla mamma. Un'adolescenza diversa è stata quella di Maria Macina che anziché andare in giro a fare shopping, con le amiche, per le vie di Manhattan, rimaneva in casa a preparare il sugo e i filosci, così come facevano le giovani siciliane di un tempo.
Siamo andati a trovarla sul set di Guiding light, negli studi della Cbs sulla 57esima strada. La nota soap, infatti, si gira tra i teatri di Manhattan e le locations in New Jersey.
Maria che clima si respira in prossimità della chiusura di Guiding light?
Pessimo. Siamo tutti molto preoccupati e tristi. Tra noi della troupe e il cast si è creata una grande famiglia. Guiding light esiste da 72 anni. La prima puntata è stata trasmessa alla radio. L'idea di non vederci più, tutte le mattine al lavoro, è molto dolorosa per tutti noi.
C'è qualche possibilità che la soap opera rimanga in onda?
Forse, stiamo facendo di tutto. Speriamo che qualcuno si decida a comprare gli episodi e a mandarli in onda, così saremo salvi, altrimenti tante persone rimarranno senza lavoro.
Quando avete saputo esattamente della chiusura?
Il primo aprile ed è stata una notizia del tutto inaspettata. La Cbs ci aveva recentemente dato l'ok per la costruzione di nuovi teatri all'interno della struttura, quindi, non avremmo mai pensato ad una simile e triste decisione.
Quando ha iniziato a fare questo lavoro?
Ho studiato comunicazione all'università e dopo uno stage ho iniziato a lavorare per un talk show di una piccola emittente, dopo tre anni, la mia passione per le soaps non era svanita, così ho fatto un master, mi sono rimboccata le maniche ed ho lasciato il mio lavoro in tv, malgrado il disappunto di mio padre. Ho iniziato tutto dall'inizio, rispondevo al telefono, lavoravo come segretaria di produzione, ero proprio al primo livello, fino a quando un noto produttore mi ha dato la possibilità di fare l'assistente al producer. Dopo anni di gavetta sono diventata producer ed ho coronato il mio sogno.
In cosa consiste il suo lavoro?
Mi occupo della produzione di Guiding light, ma a volte seguo anche la regia e il montaggio. Lavoro tante ore al giorno perché è la mia passione. Ho scelto di lavorare anziché avere un marito ed una famiglia.
Che rapporto c'è tra voi della troupe e gli attori di Guiding Light?
Splendido, siamo molto uniti. Abbiamo visto nascere bambini, figli di chi lavora nella soap, partecipato a matrimoni e a feste. Siamo una vera famiglia. Io passo l'intera giornata insieme a loro, passo più tempo con gli attori di Guiding light che con la mia famiglia.
Lei è italo americana e lavora in televisione. Spesso le persone in altre Nazioni o anche in America pensano che gli italo americani siano come i Sopranos: che ne pensa? E' sbagliato, secondo lei, produrre prodotti televisivi di questo genere?
Io faccio questo lavoro e sono italo americana, ma guardo volentieri i Sopranos, sono solo finzione, anche se molta gente è convinta che tutti gli italiani in america siano come i personaggi dei Sopranos, bisogna distinguere bene tra finzione e realtà. Comunque, come nella vita, anche in tv c'è il bene ed il male. Sono fiera di essere italo americana!











