Cultura

Martin Scorsese al Festival di Cannes

Festival di Cannes. Martin Scorsese ospite per difendere la memoria cinematografica

di Giorgio Corsetti

16-05-2009

CANNES. Quella di Martin Scorsese per la difesa della memoria cinematografica e la tutela dei capolavori che hanno fatto grande quest'arte viene da lontano: già negli anni '80 si batteva per far ristampare i grandi film americani in tecnicolor per evitare che l'usura del tempo li scolorisse fino a renderli pallide ombre di un grande passato.

Da qualche anno il grande regista ha fondato un apposito strumento, la World Cinema Foundation che attira capitali privati destinandoli al recupero e alla tutela di film perlopiù provenienti da paesi in cui questa cura "museografica" è latitante. Fedele all'appuntamento è a Cannes, padrino d'eccellenza della sessione storica del festival, Cannes Classics in cui ha portato quattro titoli di provenienza europea, africana, latino americana.

"Assisto con emozione - dice - alla proiezione su grande schermo di un capolavoro assoluto come ‘Scarpette Rosse' e non voglio mancare qualcuno dei miei titoli favoriti, come per esempio quelli italiani o l'Avventura di Michelangelo Antonioni. E' un bene che in occasioni come queste, in cui sfila il meglio del cinema di oggi ci sia attenzione per la memoria perché senza questa una cultura non sopravvive.

In passato abbiamo visto, ad esempio con la pittura o la letteratura, come trascurare la tutela di un patrimonio diventi rapidamente perdita definitiva. Noi ci battiamo per evitare questo, almeno in parte, nell'arte emblematica del XX secolo. Cambiano gli spettatori, cambiano i modi della fruizione, ma se riusciamo ad interessare anche un solo spettatore nuovo su cento abbiamo cominciato a vincere questa guerra".

Il cinema classico affronta oggi la sfida, secondo Scorsese, delle nuove tecnologie e delle piattaforme alternative alla sala. "Niente resta più bello del grande schermo - dice - ma usare internet, i canali tematici, i nuovi ritrovati della tecnica è cruciale anche per il restauro. Non a caso collaboriamo con nuovi partner da quest'anno nel mondo del web e abbiamo a disposizione i migliori tecnici come ad esempio gli amici della cineteca di Bologna che fanno un lavoro straordinario di cui anche a Cannes vediamo i risultati". Scorsese sottolinea come anche per il suo cinema sia essenziale il confronto con autori ed opere tanto diversi da lui.

"Vedere i film cinesi - per esempio - è per me fonte di scoperta continua specie nell'uso della luce proprio come accadde, quando ero giovani e scoprii il neorealismo italiano.

Gli autori di domani si confronteranno con la terza dimensione (3D) che ai miei tempi era poco più di un gioco ed ora sta diventando una forma espressiva. Forse non sarà per me ma sogno di vederla applicata anche a piccoli budget e accessibile a registi indipendenti". Alla testa operativa della World Cinema Foundation il critico e documentarista Kent Jones succede all'italiano Alberto Luna.

"A cui voglio dire pubblicamente grazie - conclude - perché senza di lui questo sogno che coinvolge oltre me alcuni dei più grandi registi mondiali non si sarebbe mai realizzato".