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Calcio. Lo scudetto è dell'Inter, i tifosi festeggiano

16-05-2009

Caroselli di auto e motorini sono iniziati in giro per le strade di Milano, non appena si è conclusa la partita del Milan che ha sancito la vittoria del 17/o scudetto dell'Inter

MILANO. I tifosi si sono ritrovati nel centro della città, in particolare in piazza Duomo e in piazza Cairoli, dove è previsto il punto di incontro della curva nord. In piazza Cairoli decine di tifosi che hanno accesso fumogeni ed esploso petardi.

Nel frattempo, il primo riconoscimento giungeva dallo Stadio Friuli: "Scudetto Inter meritato? Penso che é stata la squadra più continua. Per questo ha meritato di vincere". Il tecnico del Milan, Carlo Ancelotti, dà ai cugini nerazzurri il merito di essere stati i più continui nell'arco di tutto il campionato.

L'Inter ha vinto anche per merito del suo allenatore José Mourinho? "Sì certamente sì ". 

Mourinho e la squadra hanno voluto comunque salutare i tifosi assiepati davanti al cancello della Pinetina. I giocatori sono arrivati a piedi lungo il viale che conduce all'ingresso e hanno innaffiato con una bottiglia di champagne le centinaia di tifosi festanti che urlavano 'I campioni d'Italia siamo noi' e 'Chi non salta rossonero è'. La squadra è poi rientrata nella sede del ritiro, da dove giungono altri segni di una festa in corso con la partecipazione anche del presidente Moratti, del quale cadeva ieri il sessantaquattresimo compleanno.

Le immagini di un Massimo Moratti gioioso che abbraccia i giocatori della squadra esultanti, che saltano abbracciati davanti alla tv, in una grande sala, sono state mostrate da Inter Channel.

"Spero di arrivare presto al diciottesimo scudetto", ha commentato Moratti ai microfoni di Sky Sport. "I miei hanno retto fino alla fine di un campionato massacrante, laddove altri hanno ceduto - ha aggiunto - Non era per nulla scontato, come dicevano alcuni. Sono stati bravi". 

"Siamo molto felici, è stato un bellissimo regalo, oggi è il mio 64/o compleanno, non mi aspettavo un regalo simile da Milan e Udinese".

Queste le prime parole di Massimo Moratti. "Siamo stati bravi, perché abbiamo cambiato allenatore ma abbiamo vinto lo stesso - ha detto il patron nerazzurro a 'Sky' - Dedico il titolo a mio padre, al pubblico e ai giocatori, che sono stati continui e non è mai facile. Non molliamo mai. Mourinho è stato grande, devo ringraziarlo".

Moratti ha poi parlato di Ibrahimovic: "Ha paura di perderlo? Stasera non ho timore, poi si vedrà. Credo che continuerà a fare il suo dovere". I tifosi chiedono la Champions? "Ma adesso non me ne frega niente, arriverà quando dovrà arrivare, serve anche la fortuna impareremo a conquistarcela". 

I tifosi temono che Zlatan Ibrahimovic possa lasciarli, ma nel momento della festa lo svedese invece promette: "L'anno prossimo vinciamo tutto". Da parte sua José Mourinho si è un po' defilato: "Sono un po' arrabbiato perché la squadra, che secondo me doveva andare a letto, ha deciso invece di prendere il pullman e andare fino a Milano. Ma capisco questa loro voglia di festeggiare. Io da parte mia non mi sento ancora un simbolo dell'interismo, per questo c'é ancora tanto da lavorare. Vedremo di farlo l'anno prossimo".  

"Quanto conta e che valore ha questo scudetto? Ha un grandissimo valore, perché è il quarto consecutivo e per noi è molto importante fare parte della storia di questa grandissima societ ". Per il capitano dell'Inter Javier Zanetti il 17/o scudetto nerazzurro ha un "sapore speciale e, ripeto, fare parte della grande storia di questa società credo abbia un grande valore".

Zanetti ai microfoni di Sky racconta come ha vissuto i due gol dell'Udinese insieme al resto della squadra? "Stavamo guardando la partita tranquillamente, al secondo gol abbiamo iniziato a crederci un po' di più, però le partite durano 90 minuti. Aspettavamo la fine ma, al di là di questo, credo che se non fosse successo stasera sarebbe successo domani". Una dedica particolare? "Sì, a Paola, mia moglie, e ai miei due figli perché senza la mia famiglia questo non sarebbe stato possibile".

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