Caso Orsi. Perde la causa a Losanna. Chiede giustizia alla Corte Europea
Sarà la Corte europea dei Diritti umani a pronunciarsi sulla vicenda dell'ex executive della Swisscom italoamericano dopo aver perso la battaglia legale in Svizzera intentata contro un componente della famiglia regnante degli United Arab Emirates che sei anni fa lo aveva frustato con una cintura in un bar di Ginevra.
Silvano Orsi però non molla, non si è lasciato scoraggiare da quella che definisce una discutibile decisione del tribunale elvetico, deciso ora a portare la sua causa di fronte alla Corte europea dei Diritti umani. Orsi, 40 anni, risiede a Rochester nell'Upstate da quando fu aggredito in un lussuoso albergo ginevrino dallo sceicco, mentre era in compagnia di un conoscente. In possesso della doppia cittadinanza, Silvano Orsi si era mosso per vie diplomatiche affinché venisse fatta giustizia su quello che definisce un "incubo" che lo ha lasciato invalido.
La massima corte svizzera ha sostenuto il proscioglimento dello sceicco arabo Falah al-Nahyan (fratello del presidente degli Emirati Arabi Uniti), confermando il giudizio espresso lo scorso marzo da una corte d'appello cantonale per l'aggressione di cui fu vittima Silvano Orsi il 19 agosto 2003, sostenendo che la cintura usata dallo sceicco non rappresenta un oggetto pericoloso.
L'ex executive della società telefonica elvetica sostiene che la Svizzera ha violato i suoi basilari diritti umani per cercare di apparire benevola nei confronti della potente famiglia araba regnante.
Nel giugno del 2008 la polizia giudiziaria di Ginevra aveva multato lo sceicco di 10 mila franchi svizzeri, oltre ad imporre il pagamento di una ammenda di 540 mila fs per la sospensione della sentenza, dopo averlo ricontrato colpevole di aggressione per mezzo di un oggetto pericoloso procurando ad Orsi danni fisici irreversibili. Poi è intervanuta la Corte d'Appello che ha stravolto la situazione.
Dopo la decisione della Corte Suprema di Losanna di rigettare la richiesta di appello, Orsi ha intrapreso la via dell'appello presso la Corte europea. Inoltre l'ex dirigente italoamericano ha avviato una causa civile nei confronti dello sceicco con richiesta di rimborso per spese legali e danni, senza tuttavia indicare l'ammontare richiesto. Anche Washington si sta muovendo.
Orsi ha riferito ad America Oggi che il deputato democratico del Massachusetts James McGovern, co-chairman della Human Rights Commission della Camera ha detto di volere fare luce sulla vicenda. "Sono sei anni che io e la mia famiglia siamo vittime di questo incubo, per constatare che alla fine la giustizia svizzera per me non ha fatto giustizia" si rammarica Orsi che dice di non riuscire a capacitarsi per la definizione di "oggetto non pericoloso" espressa dalla corte elvetica in merito alla cintura di pelle con borchia metallica adoperata dallo sceicco durante l'aggressione.
Orsi in seguito alla violenza subita soffre di ernia al disco, ha subito lesioni permanenti ad un nervo di una gamba, senza parlare del trauma psicologico lasciato dall'essere stato sbattuto a terra e pestato sul pavimento del bar all'interno del lussuoso albergo La Réserve. "Ci sono montagne di referti medici e testimonianze in quantità" precisa Orsi.
Il caso aveva suscitato interesse da parte della stampa internazionale l'anno scorso quando era finito in tribunale a Ginevra perché Daniel Zappelli, il procurtatore generale cantonale aveva chiesto un milione di franchi di ammenda, il massimo della pena, da infliggere allo sceicco che tuttavia si dichiarava innocente.
L'italoamericano era stato assunto dalla Swisscom nel 2000 e a Ginevra era di casa.
Il giorno dell'aggressione si trovava con un amico saudita ad un tavolo del ristorante dell'albergo per cena.
Lo sceicco aveva inviato al tavolo di Orsi una bottiglia di champagne facendo seguire avances di carattere omosessuale, per infierire su Orsi dopo il suo rigetto, senza che questi neppure sapesse chi fosse lo sconosciuto in jeans che lo stasva pestando.
E quando si era rivolto al personale dell'albergo a 5 stelle per chiamare la polizia, Orsi si sentì rispondere "vediamo cosa possiamo fare, perché sa, lo sceicco è un cliente molto importante" e, successivamente, l'aggredito aveva denunciato di essere stato pure minacciato da gorilla dello sceicco "uno mi ha mostrato una pistola dicendomi che l'avrebbe adoperata se necessario".
Silvano Orsi ha casa a Rochester e a Roma, vive con i genitori: suo padre è in pensione dopo aver lavorato una vita per General Motors e lui si appresta a ultimare un libro intitolato "Champagne Sheichs, Unconscionable Impunity and the Quest For What is Right".
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