La comunità

La promozione della lingua italiana negli USA secondo Ilica

di Vincenzo Marra

27-06-2009

"Questa sera onoriamo il Commissioner Nicholas Scoppetta che, dopo 75 anni di esistenza della nostra Fondazione, ha portato i valori dei Vigili del Fuoco, di origine italiana di New York, dove meritano di essere. E nello stesso momento onoriamo Ilica, la Fondazione che continua a finanziare borse di studio per i nostri figli perché possano tornare a studiare la lingua italiana, un bene che abbiamo sacrificato  sulla via verso il successo e l'integrazione".

 

Con queste parole Buddy Santangelo, il presidente della Columbia Fdny, ha aperto lo scorso 18 giugno le celebrazioni del 75mo anniversario della sua Fondazione. Il primo riconoscimento ufficiale di una grande ed eroica Fondazione (la Columbia) a un gruppo di imprenditori che, come fecero nel 1905 i nostri illustri predecessori, i Figli d'Italia in America di Vincenzo Sellaro, continuano ad autotassarsi  per sostenere una missione, oggi più che mai necessaria alla sopravvivenza di quei valori che tanto hanno contribuito a fare grande l'America. Questa signori è la missione di Ilica, Italian Language Inter Cultural Alliance: "Promuovere la lingua italiana come strumento di comprensione di una cultura in costante evoluzione".

 

Il patrimonio di qualche milione di americani di origine italiana costituisce una ricchezza che recenti immigrazioni orientali dimostrano di sfruttare meglio di quanto noi italiani abbiamo mai fatto. Comunicare anche nella lingua di origine, promuove il paese di provenienza, la cultura e le ricchezze che tali Paesi possono contribuire al sempre più complesso tessuto sociale americano variabile, nel contesto di una gara verso l'eccellenza, tra i gruppi etnici che lo compongono. Il riconoscimento della Columbia è la punta dell'iceberg delle attività che Ilica svolge nel rapporto interculturale. 

 

Claudio Bozzo continua ad assumere giovani di ogni nazionalità per inserirli in un contesto lavorativo che, da Houston a Norfolk, da Boston a New York, caratterizza la Msc (Mediterranean Shipping Company) come multinazionale "Italian Style". Annalisa Liuzzo non fa distinzione di provenienza quando aiuta i giovani ad ottenere i permessi di lavoro negli Usa.Tony Miele ospita ogni anno una moltitudine di giovani veterinari nelle sue cliniche per insegnare le nuove tecniche mediche americane sostenute dalla inimitabile compassione  italiana. I camionisti  di Michele Siracusano parlano anche l'italiano. Ed è proprio su questo punto che Ilica trova la sua motivazione: gli italiani del  XXI secolo sono diventati ricchi e, oltre a celebrare tutte le qualità per cui sono riusciti ad emergere, debbono ora aiutare i meno fortunati a non soffrire le stesse frustrazioni. Un approccio interculturale ci permetterà di celebrare molto prima di quanto non abbiano fatto i pompieri della Columbia, i nostri nuovi obiettivi: l'industrializzazione della lingua italiana e l'apertura del rapporto multietnico sostenuto dalla coscienza di essere figli di una cultura che affascina "chi non ce l'ha!".  Il Rettore dell'Università per Stranieri di Siena, prof. Massimo Vedovelli, ci autorizza a scrivere che la sua Università è ormai pronta a sostenere il Master per l'Industrializzazione della lingua Italiana mentre il grande prof. Antonio Giordano della Temple University di Philadelphia (Sbarro Institute at www.shro.org) continua a ricevere nei suoi laboratori i giovani del caleidoscopio culturale che trovano nella sua umanità, l'essenza della cultura italiana.

 

Tutti coloro che abbiamo menzionato fanno parte del Consiglio di amministrazione di Ilica e la loro opera prescinde dall'affiliazione con la Fondazione: è la cultura italiana che ci accomuna in questa azione sinergica che, molto presto, ci porterà tutti nel futuro. Lo studio Gianni, Origoni & Grippo è tra i primi studi legali in assoluto d'Italia. Lo stesso Franco Gianni è stato onorato come primo avvocato d'Italia per il 2008.

 

Gli abbiamo chiesto: avvocato Gianni qual è la motivazione che la rende così disponibile ad aprire le porte del suo studio ad un giovane di 18 anni americano che chiede di fare esperienza in Italia?

 

"Io credo che l'integrazione debba oggi partire dalle esperienze che i giovani riescono  a fare in un contesto sociale  diverso da dove sono nati. La società multietnica americana è l'esempio più importante del pianeta e per noi, dove il fenomeno multietnico è nella fase embrionale, ritengo necessario aprire le porte a tutti coloro che cercano di scoprire la ragione del fascino culturale italiano nei rapporti professionali. Il giovane Incalcaterra fa parte di un programma Ilica e io, come primo vice presidente di Ilica, sono onorato di poter contribuire al successo anche di un solo americano di origine italiana".

 

E dopo un mese e mezzo di training abbiamo raggiunto Joseph (ormai Giuseppe) Incalcaterra via telefono a Roma: Giuseppe dove sei?

 

"Sono in un ristorante per la mia cena di commiato.... I miei colleghi giovani, tutti intorno ai 24/25 anni, mi hanno organizzato una serata meravigliosa...".

 

Ho appena parlato con l'avvocato Gianni che si trova qui in America, cosa mi racconti della tua esperienza?-

 

"Mi hanno trattato come uno di loro. Mi hanno dato una scrivania e un computer, quasi fossi anche io un avvocato. Ho fatto traduzioni, ricerca e ho lavorato tutte le sere fino alle 10, le 11 e alle volte anche fino a mezzanotte...Non può capire cosa tutto  questo abbia significato per me. Qui tutti lavorano con passione e motivazione. Si sente la matrice americana, imposta dall'avvocato Gianni, della disciplina e del rispetto per il business, gli orari, gli appuntamenti, le consegne.... Insomma, qui sembra di lavorare in America. La sensazione più bella che ho provato è che ho lavorato con lo spirito italiano: tutti hanno sempre una battuta pronta che ti fa pensare alla vita. Non si può lavorare senza pensare alla vita e l'equilibrio che ho trovato in questo studio mi ha fatto capire il principio cristiano della ricchezza. I soldi sono importanti ma l'affetto che mi ha circondato e che mi circonda questa sera, con questa cena, mi fa aprire gli occhi su nuovi orizzonti: non si può vivere senza soldi ma dobbiamo lavorare pensando anche alla vita. Grazie Ilica per aver fatto questo per me, non lo dimenticherò mai!".

 

Se queste dichiarazioni sembrano molto mature per un ragazzo di 18 anni, avevo dimenticato di scrivere che Giuseppe parla correttamente l'italiano, il francese, il cinese  e naturalmente l'inglese!! Questi sono i giovani italoamericani che vogliamo per il nostro futuro.

 

Ma non abbiamo certamente dimenticato il senso della nostra missione e questo ci porta a parlare di Dengfei Yu, un giovane nato in Cina 22 anni or sono da genitori che, 12 anni fa, decisero di dargli un futuro migliore facendolo studiare negli Usa. La storia di Lei Yu (il padre) e Yixue Li (la madre) ricorda tanto le storie italiane del secolo scorso. Il padre ingegnere si è adattato a lavorare come tecnico di pronto intervento su rotative che stampano i giornali. Fa turni massacranti mentre Yixue, una biologa, ha scelto il Post Office perchè l'ostacolo  della lingua, alla sua età, si è rivelato insormontabile per il campo medico. Dengfei ha dovuto lavorare il doppio per imparare l'inglese e poi ottenere la laurea a maggio. Vuole fare il dentista ma non conosce nessuno e aveva bisogno, come Giuseppe, di fare esperienza prima di scrivere la sua application. I genitori di Incalcaterra si sono prodigati, con Ilica, per introdurlo da vari dentisti a Long Island e Ilica ha poi presentato il Dr. Stephen Gallo al giovane cinese.

 

Dr. Gallo ci dica qualche cosa di lei

 

"Il mio nome è Stefano Gallo -comincia in perfetto Italiano e poi cambia e parla in inglese- mio padre era di Cosenza e mia madre era tedesco irlandese: sono una vera capatosta".

 

Perchè non continua a parlare in italiano?

 

"Purtroppo non l'ho mai praticato ma capisco e amo il suono della lingua del sì".

 

Qual è la sua opinione sull'aiuto che vogliamo dare al giovane Dengfei?

 

"Io credo che noi italiani siamo ormai inseriti nel tessuto socio economico di New York più di quanto i nostri paesani vorrebbero farci credere con le loro celebrazioni degli emigrati che non ci sono più. Oggi c'è una nuova emigrazione che ha bisogno di aiuto come avevamo bisogno di aiuto noi il secolo scorso. Io credo che, ricordando quello che abbiamo sofferto, dobbiamo essere disponibili per questi nuovi immigranti, aiutarli a non sentirsi discriminati come purtroppo è successo ai nostri padri. Io lavoro da 29 anni e, da buon cittadino americano, ritengo di aver avuto un buon successo. Ringrazio mio padre per avermi insegnato quell'umanità che è in tutti noi anche in mia madre che, sebbene non fosse italiana, mi ha sempre insegnato il rispetto per il prossimo. Sono sempre stato orgoglioso di sentirmi chiamare Dr. Gallo perchè mio padre mi ripeteva sempre come in Calabria fosse nata la civiltà. Sono felice oggi di poter aiutare Dengfei e per quanto riguarda la missione di Ilica, io sono l'esempio vivente dell'orgoglio interculturale italiano!" Non ci resta che sentire Dengfei

 

"La prima volta che ho incontrato Ilica èstato l'anno scorso al Castello di Oheke. Rimasi affascinato da tutti quegli italiani venuti dall'Italia e da quella serata di grande lusso... Ebbi la sensazione di un'unità che noi cinesi non abbiamo. Poi vidi il concerto e l'allegria di tutta quella gente così unita, cosi viva: un'emozione indimenticabile! Poi ho sperimentato su di me l'amicizia di gente così differente da me che mi ha aiutato e che sta cercando di aiutarmi per entrare nella facoltà di dottore Dentista. Non riesco ad esprimere le mie sensazioni: prima di avvicinarmi ad Ilica avevo un'opinione diversa degli italiani... Forse non so nemmeno io quale opinione avessi. Oggi posso dire che il rispetto, l'amicizia e tutto quello che gli italiani stanno cercando di fare per me e per la mia famiglia, è un'esperienza che non potrò mai dimenticare".

 

E se Ilica potesse aiutarti a far diventare un sogno realtà, cosa vorresti?

 

"La mia famiglia non ha molte possibilità economiche e se io potessi entrare a Stony Brook potrei dormire a casa perchè abito ad Huntington Station, in Long Island. Sono sicuro che riuscirei a laurearmi e fin d'ora prometto che i soci di Ilica potranno venire dal  dentista cinese americano, Dengfei Yu, senza pagare perchè anche io sarò italocinese come voi. Grazie... Non so vermente come esprimere tutta la mia gratitudine".

 

Sono passati quasi 6 anni dalla Fondazione di Ilica. Sono stati distribuiti più di un milione di dollari per programmi, borse di studio, viaggi pagati a professori americani per andare a perfezionare il loro italiano in Italia e tante altre iniziative attinenti alla promozione della lingua e della cultura italiana. Tutto questo non poteva essere fatto senza l'aiuto del Consolato e delle istituzioni, grazie.

 

I "dinner dance", il mondo autoreferenziale delle celebrazioni e gli innumerevoli musei dell'immigrazione debbono continuare ad esistere per ricordarci da dove veniamo. La sfida per il futuro è cominciata, dobbiamo proporre la lingua e la cultura italiana, come valore aggiunto, a chi ce la chiede: priorità agli italiani  ma con particolare attenzione ai gruppi etnici che, come noi, la amano prima di criticarla. 

 

*Fondatore e presidente di Ilica