Fiat. Weekend di lavoro per l’alleanza con Chrysler
VENEZIA. Weekend decisivo per l'alleanza Fiat-Chrysler quello che si sta consumando in queste ore in Italia. L'ad della Fiat, Sergio Marchionne, lo passerà con lo staff che sta lavorando al piano-prodotto per la casa di Detroit e già alla fine di questa 2 giorni si potrebbe sapere, ad esempio, dove verrà prodotta in America l'auto simbolo dello sbarco degli italiani negli Stati Uniti, la Fiat 500.
Lasciata Venezia, dove è stato nominato presidente della sezione italiana del Consiglio per le relazioni Italia-Usa, un incarico che assume una valenza particolare proprio ora che, ha notato lui stesso, il gruppo Fiat si avvia ad avere una fase di "grande intensità" con gli States, Marchionne è infatti volato a Vercelli. Lì il manager con lo zainetto, che non vuole parlare di politica e che si autodefinisce un "metalmeccanico" si chiuderà nelle stanze della sede di Balocco per una 2 giorni full immersion con lo staff che segue il progetto Usa.
Una riunione in uno stile di lavoro tipicamente americano, chiusi negli uffici di Balocco, dove ha sede la pista sperimentale della Fiat, per concentrarsi e confrontarsi unicamente con gli uomini di produzione e di marketing del gruppo di lavoro italo-americano. Oltre allo sbarco della 500 ci sono da studiare i prodotti Chrysler, con motori e teconlogia Fiat, da promuovere sul mercato americano. Dove, ha ripetuto ieri l'ad del Lingotto, c'é la concorrenza di Honda e Toyota sul segmento medio da tenere a bada. Marchionne è infatti convinto di poter "portare piattaforme e motori che gli servono per far tornare Chrysler competitiva in questo segmento", riducendo il tempo che sarebbe servito loro per produrre nuove piattaforme di questo tipo.
Con l'ambizione di essere competitivi anche sui prezzi. Stando ad un'agenzia di stampa straniera, infatti, Chrysler sarebbe in questi giorni al lavoro per installare in 7 suoi impianti tutti i meccanismi di produzione Fiat prima dell'avvio delle operazioni, previsto per la prossima settimana: in particolare si starebbero installando i sistemi di misurazione, disegnati per ridurre gli sprechi e ottimizzare la produzione. Prima di lasciare Venezia l'ad di Fiat si concede solo qualche commento sul successo dell'operazione di emissione di bond lanciata da Eni. Indiscrezioni parlano infatti della possibilità che anche il Lingotto intenda ricorrere ad un prestito obbligazionario e lui, oggi, si limita ad osservare che "con questi tassi" questo tipo di operazioni "sono un affarone".
Di più: annuncia che nel caso di un'emissione Fiat, sarebbe sia sul mercato istituzionale sia quello retail, "oppure un misto". "C'é una situazione che andrà a migliorare nei prossimi mesi, il mercato si è sgonfiato dalla paura che aveva. Si cominciano a vedere i risultati della ristrutturazione che gli industriali hanno fatto in questi mesi. La pressione che c'era tra il credito e l'azienda si sta alleggerendo: vedremo - ha aggiunto - quanto tempo ci vorrà per tornare a livelli normali" dice evitando tuttavia di dire la sua sui tempi della ripresa e sui cosiddetti ‘catastrofistì. "Non mi parli di politica io faccio il metalmeccanico e cerco di finanziare il lavoro che facciamo" si limita a dire.
Intanto secondo il quotidiano Frankfurter Allgemeine Zeitung (Faz) le trattative per la vendita della Opel sarebbero ormai alle battute finali: già all'inizio della settimana prossima, i contendenti dovrebbero presentare le nuove offerte per la casa automobilistica tedesca e la firma di un accordo preliminare vincolante è attesa per il 15 luglio prossimo. Le offerte non sarebbero vincolanti. Proprio venerdì Marchionne, ha detto che il Lingotto è ancora interessato alla Opel, ma non presenterà una nuova offerta. La Faz, da parte sua, ricorda che il gruppo Magna é sempre il favorito nella corsa all'acquisto della casa automobilistica. Oltre alla Magna, secondo quanto scriveva venerdì sempre la Faz, dovrebbero presentare nuove offerte anche la cinese Baic e la belga Rhj International (Ripplewood).












