Fancy Food. All'insegna dell'ottimismo nonostante la crisi
NEW YORK. La 55esima edizione del Summer Fancy Food in corso al Javits Convention Center ha aperto ieri i battenti all'insegna dell'ottimismo, nonostante la crisi economica che attanaglia il mondo.
L'alimentare Made in Italy, presente con 350 espositori: 240 nel padiglione ufficiale dell'Ice ed un centinaio con propri stand, s'impone al Fancy Food con la dieta mediterranea che oggi gli americani desiderano portare a tavola e mangiare al ristorante, fatta però di prodotti genuini e di qualità.
La crisi, semmai, sostiene un imprenditore della pasta, servirà a mettere in risalto le aziende che producono alta qualità. Mentre il settore biologico o organico quest'anno fa il battesimo della mostra internazionale dell'alimentazione e già per il settore si annunciano spazi di mercato interessanti.
Giampiero Vicentin rappresenta l'azienda veneta Aceto Sopraffino degli Estensi. Si presenta per la prima volta sulla piazza di New York e non nasconde l'entusiasmo.
"Mi sembra estremamente positivo. In passato avevamo partecipato ad altre mostre in Europa, ma qui si nota la presenza di espositori titolati e di un pubblico qualificato".
I prodotti di nicchia e di qualità risentono in maniera più modesta gli effetti della crisi economica col calo dei consumi.
"Siamo sul mercato da tre anni - aggiunge Visentin - e la nostra crescita è costante. La distribuzione che facciamo del nostro prodotto è estremamente curata per non inflazionare il prodotto. Siamo speranzosi sulla ripresa, cerchiamo di vedere le cose sotto una luce positiva".
Lino Cutolo della Compagnia Mercantile d'Oltremare di Nocera Inferiore, che partecipa alla mostra da venti anni, sostiene che questo è "un anno di grandissime attese".
"Non è un anno in cui possiamo riuscire a leggere cosa esattamente ci sarà nel futuro: questo è il problema più importante di fronte al quale ci stiamo verificando in questo istante. C'è grande interesse - aggiunge Cutolo - soprattutto per quanto attiene il prodotto italiano. L'americano sa cosa significa mangiare italiano. Noi siamo concentrati su farina, pomodoro, mozzarella e olio, tutto per poter fare la migliore pizza del mondo".
L'uomo di fiducia di Barilla, importatore di prodotti per la tavola, titolare dell'azienda A&S Food nel New Jersey, Settimo Guttilla, accusa il calo dei consumi.
"La nostra clientela fatta di ristoratori conoscitori dei prodotti italiani continua a chiedere i veri ingredienti e il mercato tengono abbastanza bene. Per quanto invece riguarda la grande distribuzione, la crisi si fa sentire con il calo degli acquisti. Il mio motto - precisa Guttilla - è qualità e servizio, due ingredienti questi di successo".
Antimo Caputo, responsabile dei rapporti internazionali dei Giovani imprenditori di Confindustria, indica il mercato americano come quello di riferimento per il cibo italiano, come fatto storico.
"È un mercato su cui si punta sempre, anche se qui c'è un altro mercato parallelo di prodotti imitativi italiani e i consumatori vivono della non conoscenza del prodotto, in questo siamo anche noi che manchiamo di informazione. Il Fancy Food - aggiunge Caputo - è il portale per il mercato degli Stati Uniti che è quello di riferimento, dove pensiamo si possa fare un buon lavoro. Vedo molte aziende importanti e questo significa che c'è una grande volontà di andare avanti".
E per il prossimo futuro dell'economia?
"Assoluta fiducia - replica Caputo -. Noi italiani siamo conservatori come le formiche".
Il "Piatto dell'anno" della blasonata guida "Il Gambero Rosso" sono gli "Spinosini" prodotti da Vincenzo Spinosi di Campofilone, presente a tredici edizioni del Fancy Food, è convinto che sarà regina la qualità.
"È un momento in cui anche gli imprenditori si devono rimboccare le maniche. Eravamo convinti che potessimo vivere di rendita, sugli allori, ma in questo lavoro non funziona così. Non dobbiamo vedere la crisi come una cosa catastrofica. Bisogna ricominciare la corsa per tornare numero uno, allora ne verremo fuori da questa crisi. Ma se la vediamo solo con gli occhi al fatturato, ci cadiamo dentro e non ne usciremo più".
Vincenzo Spinosi produce pasta "alla maniera antica" venduta nei migliori alimentari e servita nei ristoranti di qualità della City.
"Questo - conclude Vincenzo - è il momento della selezione. Ci sono più opportunità adesso per il prodotto di qualità di quando sono venuto per la prima volta".
Aniello Musella, direttore esecutivo dell'Ice negli Usa, sostiene di non aver visto prima un grande afflusso di visitatori come quest'anno. "Le premesse - sottolinea - mi sembrano molto positive. C'è molta aspettativa, anche da parte degli espositori del biologico che si affacciano per la prima volta al Fancy Food".
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