Ricerca. Caccia ai geni del pomodoro nero
ROMA. E' caccia ai geni che colorano il pomodoro nero, facendolo letteralmente "abbronzare" con i raggi solari e arricchendolo di sostanze che aiutano le cellule a restare in buona salute e giovani.
Dopo avere ottenuto un anno fa il pomodoro ‘Sun black' con la tecnica tradizionale degli incroci (con buccia nera e polpa rossa), adesso il gruppo di Pierdomenico Perata, del PlantLab della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, intende perfezionare il prototipo, con buccia e polpa nere, perché diventi un vero e proprio prodotto di consumo, ricchissimo di antiossidanti e perciò salutare. "Stiamo lavorando per identificare tutti i geni che danno al pomodoro la colorazione scura", dice Perata, che presenterà le sue ricerche nel congresso della Società italiana di Biologia Vegetale in programma a Verona da domani, 30 giugno, al 2 luglio.
- POMODORI E BOCCHE DI LEONE: il primo pomodoro nero ottenuto al mondo, in Gran Bretagna, è transgenico, ossia è stato ottenuto trasferendo nel pomodoro geni prelevati da una specie diversa, la bocca di leone, ricca di sostanze antiossidanti chiamate antociani e presenti anche in uva nera, mirtilli, fragole.
- GENI DI FAMIGLIA: "il nostro obiettivo è utilizzare esclusivamente geni del pomodoro", spiega Perata. Si scava così nel Dna di famiglia del pomodoro comune (Lycopersicon esculentum) per risalire ai geni di un suo parente selvatico, il Lycopersicon chilense, ricchissimo di antociani. Il prototipo ottenuto dall'Italia, osserva Perata, dimostra che è possibile arrivarci con la tecnica tradizionale degli incroci, ma è indispensabile identificare tutti i geni coinvolti per accelerare il più possibile la ricerca.
- POMODORI ABBRONZATI: gli antociani si comportano come la melanina che protegge la pelle umana dai raggi ultravioletti, tanto che la buccia di questi pomodori scurisce quando è esposta al sole. "Si abbronza letteralmente - dice Perata - tanto che se parte del pomodoro è coperta da una foglia resta chiara, come una sorte di segno dell'orologio su un braccio scurito dal sole".
- PICCOLI E SAPORITI: è così che i ricercatori intendono ottenere i pomodori. Troppo grandi potrebbero ricordare una melanzana: "é importante che siano graditi ai consumatori per dimensioni e gusto, rispettando il più possibile la tradizione nel mangiare", osserva Perata. "La ricerca in Italia è buona, ma le aziende disposte a investire in questo campo sono poche".
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