Dagli USA

Iraq. Cheney critica la politica di Obama. Un errore il ritiro

01-07-2009

WASHINGTON.  L'ex vicepresidente Dick Cheney, commentando il ritiro delle truppe Usa dalle città irachene, ha detto di essere "preoccupato": "Sarebbe terribile scoprire che gli Stati Uniti hanno gettato al vento i tremendi sacrifici fatti finora". Cheney ha detto di essere preoccupato in particolare da recenti dichiarazioni dei comandanti militari Usa in Iraq sulla esistenza di "problemi non risolti".
 "Si potrebbe ipotizzare che gli insorti stiano aspettando la opportunità più favorevole per lanciare un nuovo attacco", ha detto l'ex vicepresidente al 'Washington Times'. Per Cheney le proteste avvenute a Teheran sono legate anche alle scelte politiche della amministrazione Bush.
"I giovani scesi nelle strade di Teheran sono la conferma del desiderio universale della gente di essere liberi, un tema toccato più volte dal presidente George W. Bush - ha detto Cheney - E' uno sviluppo notevole. Spero che abbiano successo".
 L'ex numero due Usa ha sottolineato che la vicenda Iran ha mostrato alla amministrazione Obama quanto possa essere difficile prendere decisioni si temi così delicati.
"La lezione è che governare è molto diverso dal fare una campagna elettorale - ha dichiarato Cheney - Quando si è l'inquilino dello Studio Ovale tutto appare molto difficile rispetto al punto di vista di chi sta all'esterno".
Ma il ritiro dlele truppe americane dalle aree urgane irachene, preludio al totale disimpegno che avverrà entro il 2011, è approvato dalla grande maggioranza degli americani.
Infatti, tre americani su quattro sono favorevoli al ritiro delle loro truppe dalle città irachene. Lo ha rivelato un sondaggio della Cnn, il quale ha rilevato anche che il ritorno a casa dei soldati è appoggiato più dagli elettori repubblicani che dai democratici. Condotto su campione di circa mille persone rappresentativo della popolazione adulta, il sondaggio ha messo in luce che il 73% degli intervistati è "d'accordo" con il ritiro dei soldati dall'Iraq, mentre solo il 26% si è dichiarato contrario.
Il sostegno al ritorno in patria delle truppe è trasversale ai due schieramenti politici: è favorevole il 72% dei democratici e il 74% dei repubblicani.
Tuttavia oltre la metà degli intervistati (52%) prevede un aumento delle violenze quando le forze irachene rimarranno sole a salvaguardia delle città. In caso di nuovi attentati e di nuovi episodi di violenza, due intervistati su tre ritengono che gli Stati Uniti non debbano comunque rimandare indietro le truppe nelle città dell' Iraq.