Berlusconi alle prese con il G8 e le contestazioni. C'è disagio sociale
Da Madrid Gianfranco Fini ha tenuto a spazzare via gli ultimi dubbi sulla tenuta del governo: ha ribadito la saldezza dell'asse politico con Silvio Berlusconi, l'uomo capace di "sbloccare" la democrazia italiana avviandola verso il bipolarismo, e soprattutto ha giudicato "prossime allo zero" le conseguenze politiche della campagna di stampa scatenata contro il premier. Motivo: il Cavaliere deve essere giudicato per ciò che fa come presidente del Consiglio e non per le chiacchiere sul suo privato, altrimenti si scade nel pregiudizio e gli italiani hanno dimostrato di non volerlo fare.
Il presidente della Camera si muove con ogni evidenza in sintonia con l'appello di Giorgio Napolitano per una moratoria delle polemiche in vista del G8, un appuntamento la cui riuscita é nell'interesse di tutti. Nel complesso le reazioni all' iniziativa del capo dello Stato sono state positive: salvo Italia dei valori e sinistra radicale, le altre forze politiche sembrano favorevoli a una tregua. Ospitare il più importante e affollato G8 della storia in un clima arroventato non gioverebbe all'immagine del nostro Paese, non solo a quella del premier.
Tuttavia, bisognerà vedere che cosa accadrà nei prossimi giorni. Berlusconi ieri è stato contestato sia a Napoli che a Viareggio: piccoli gruppi di manifestanti e cittadini, certo, ma comunque la spia di un disagio sociale che sarebbe sbagliato sottovalutare. Non a caso nel capoluogo partenopeo Gianni Letta ha fatto sapere che il governo interverrà sulla vicenda Atitech (azienda a cui appartenevano i manifestanti).
Il premier attribuisce la contestazioni a manipoli organizzati della sinistra: quando dice che con meno odio politico fra i partiti il governo potrebbe fare di più, sembra manifestare implicitamente una certa diffidenza sulla tenuta di un'eventuale tregua legata al G8. Mentre altri esponenti della maggioranza, compreso lo stesso Fini, si augurano che invece possa costituire un primo passo per riprendere il percorso delle riforme.
Comunque il presidente del Consiglio assicura di avere le idee chiare sulle prime riforme da fare e ribadisce che serve innanzitutto un cambio d'atteggiamento verso la crisi, più ottimismo, perché la tenuta del sistema finanziario mondiale non presenta più nessun rischio. Ma il vero nodo resta la possibilità del dialogo con l'opposizione: Fini ribadisce la sua avversione a procedere a colpi di maggioranza sul sistema delle regole, Berlusconi sul punto è sempre stato di avviso diverso.
Molto dipenderà dalla forza che il Partito democratico saprà mettere in campo dopo il suo congresso. Pier Luigi Bersani si augura che si tratti di un appuntamento fondativo, nel quale si confrontino due piattaforme politiche. Il "suo" Pd dovrebbe essere un "partito da combattimento", vicino alle esigenze della gente. Bersani sembra guardare alla passata esperienza dell'Ulivo (se non all'Unione prodiana) ed ha già raccolto l'appoggio di Massimo D'Alema, Enrico Letta e Rosy Bindi.
La rinuncia a candidarsi di Sergio Chiamparino, tuttavia, scompagina le carte: la campagna congressuale è incompatibile con l'incarico di sindaco, fa sapere Chiamparino secondo il quale però esiste effettivamente un'insufficienza dello schema congressuale che si va delineando. Una sorta di riedizione, è il sottinteso, dello scontro D'Alema-Veltroni per interposta persona (come denunciato qualche giorno fa da Anna Finocchiaro).
Il sindaco di Torino non scenderà in campo, ma il suo appoggio potrebbe far pendere la bilancia da una parte piuttosto che dall'altra e al momento non è chiaro con chi si schiererà. Secondo Goffredo Bettini, ex braccio destro di Walter Veltroni, una sorpresa è ancora possibile: a suo giudizio ci sarà sicuramente un terzo uomo perché i vari "piombini" e "lingottini", le nuove generazioni democratiche, sono insoddisfatte di entrambi i candidati. Bettini insiste perché l'outsider sia il laico Ignazio Marino, ma nulla esclude che alla fine possa comparire un nome totalmente nuovo e poco conosciuto dal grande pubblico. Con effetti imprevedibili in vista delle primarie aperte a tutti i simpatizzanti.
pierfrancesco.frere@ansa.it
13-03-2010








