Dall'Italia

Viareggio. Ruggine sul vagone. Bilancio: 19 vittime

02-07-2009

Sono salite a 19 le vittime dell'esplosione di Viareggio. Una donna è morta oggi nel reparto di rianimazione dell'Ospedale Versilia. Lo ha reso noto in conferenza stampa il direttore generale della Asl 12 Giancarlo Sassoli

CARRARA. L'indagine è ancora a carico di ignoti. Lo ha detto il procuratore di Lucca Aldo Cicala in una conferenza stampa oggi a Lucca sulla strage di Viareggio. Il procuratore ha spiegato che l'attività di indagine "procede con sequestri, acquisizioni di documenti e con l'affidamento di perizie".

''Si fa una ipotesi probabile: quella del cedimento di un componente meccanico'', ha affermato Cicala. Il cedimento ha poi provocato ''il rovesciamento del primo vagone''. ''Purtroppo - ha aggiunto - si e' aperta una falla su una cisterna del primo vagone con fuoriuscita di gpl''.

Per tre vittime dell'esplosione avvenuta tre notti fa alla stazione di Viareggio non ci sono elementi che possano indicarne l'identita'. E' quanto emerso durante la conferenza stampa convocata a Lucca dagli investigatori riguardo l'inchiesta. In base a quanto emerso, le persone per cui l'identificazione e' certa sono tre: Elena Iacopini, 32 anni di Viareggio, Ilaria Mazzoni, 36 anni di Viareggio e Maria Luisa Carmazzi, 49 anni, di Viareggio. La prima abitava in via Porta Pietrasanta mentre le altre due in via Ponchielli. In queste due strade, oggi sotto sequestro, sono avvenuti i crolli delle palazzine. Gli investigatori - erano presenti il procuratore Aldo Cicala, il primo dirigente del commissariato Leopoldo Laricchia e i dirigenti della Polfer toscana Pierluigi D'Angelo e la dottoressa La Spina - hanno spiegato che le persone ancora da identificare sono 15, ma che per 12 di loro ci sono elementi per l'attribuzione dell'identita'.


MANUTENZIONE NEL MIRINO,TRACCE RUGGINE
Di Vincenzo Sinapi

Un asse del treno fessurato e parzialmente corroso dalla ruggine, dunque, già da tempo compromesso: è la principale ipotesi al vaglio della procura di Lucca, che sta indagando sulla strage di Viareggio. I magistrati hanno disposto accertamenti sulle operazioni di manutenzione, compresa la congruità degli ultimi controlli agli ultrasuoni eseguiti sull'asse. Ma gli investigatori, che pure confermano la pista del cedimento strutturale, sottolineano che "il quadro è complesso e le indagini saranno approfondite anche su tutte le altre ipotesi possibili". E' stato il ministro dei trasporti, Altero Matteoli - che ha costituito una propria commissione d'inchiesta composta da tre tecnici - a rendere noti in Parlamento i risultati del primo rapporto informativo dell'Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie. A cominciare dalla ricostruzione della dinamica dell'incidente che ha coinvolto il treno 50325 di Trenitalia Spa, verificatosi alle 23.49 del 29 giugno. Nella stazione di Viareggio i periti hanno riscontrato "tracce di scavalco" sulla rotaia destra, nel senso di marcia del treno: dopo 15 traverse (circa nove metri) la ruota di sinistra del primo dei 14 carri è caduta all'interno del binario. In seguito allo 'svio' il carro ha urtato il marciapiedi: il treno ha quindi proseguito per tutta la stazione di Viareggio (circa 500 metri) fino a fermarsi con le prime cinque cisterne ribaltate verso sinistra. L'incendio è stato causato dalla fuoriuscita di gas dalla cisterna del primo carro, di proprietà della società Usa Gatx Rail. Le prime indagini si sono concentrate su una "sala montata" (vale a dire il complesso composto dall'asse e delle ruote) del carro. L'asse è risultato tranciato nella parte che sporge dalla ruota - detta 'fusello' - poco prima della 'boccola', la quale consente all'asse stesso e alle ruote di girare. La sezione di rottura, ha detto Matteoli, ha evidenziato una "cricca (cioé una fenditura - ndr) estesa, che ha portato la sezione esistente a ridursi notevolmente fino al totale cedimento". La superficie di rottura, poi, "presenta un aspetto liscio con tracce di ruggine", il che farebbe pensare ad una lesione preesistente.

L'ad di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, ha insistito su questo punto. "Si è spaccato un asse, ma non si è spaccato lì, ha avuto una storia di fessurazioni progressive che in non so quanto tempo ha portato ad avere una superficie resistente di lavoro in quel momento che è un terzo dell'intera superficie della sezione dell'asse". A suo avviso, proprio i tempi in cui è avvenuto questo fenomeno sono "l'elemento di indagine che deve essere fatto". In presenza dell'autorità giudiziaria, ha aggiunto il ministro Matteoli, "é stato aperto il coperchio della boccola distaccatasi, per rilevare la sigla presente sulla testata del fusello, relativa agli ultimi ultrasuoni eseguiti sull'asse".

Questi controlli con gli ultrasuoni servono proprio a verificare l'integrità dell'asse, che non può essere accertata altrimenti. Una delle ipotesi è infatti che l'asse abbia un difetto di fabbricazione. Eppure, il carro - il cui peso era in regola con il limite di 80 tonnellate fissato dalle autorità tedesche - aveva superato tutta una serie di controlli, a cominciare da quello effettuato sui carri dai tecnici della verifica in partenza da Tricate, che "non aveva evidenziato alcuna anomalia". Secondo le direttive comunitarie, "le attività di revisione e di manutenzione" spettano alla società proprietaria, cioé alla Gatx, che in effetti aveva disposto la revisione (prevista ogni sei anni): questa è stata eseguita lo scorso 2 marzo presso la società Cima di Bozzolo (Mantova). "Ulteriori controlli sono in corso - ha aggiunto il ministro - per accertare la regolarità delle operazioni di manutenzione". Ma in serata, lo stesso titolare della Cima Spa interviene per sottolineare la correttezza del proprio operato. "Il nostro lavoro è stato svolto in maniera corretta ed adeguata", dice Giuseppe Pacchioni, secondo cui è "assolutamente necessario" fare luce su quanto è successo.

E la ruggine? "La manutenzione che abbiamo fatto noi - ribadisce Pacchioni - è stata fatta in maniera corretta. Noi abbiamo sostituito delle ruote che ci sono state consegnate dalla Gatx, la società proprietaria del carro". Verificando il materiale? Facendo tutte le verifiche prescritte, che variano caso per caso, risponde. La procura di Lucca indaga per disastro ferroviario, omicidio colposo plurimo e incendio colposo. "Al momento il fascicolo è a carico di ignoti", ha detto il procuratore Aldo Cicala, che ha già affidato una serie di perizie. "Quello della manutenzione non è l'unico aspetto da chiarire", aggiunge il procuratore generale della Toscana Beniamino Deidda: "le indagini sono a tutto campo, lavoriamo affinché tutti i responsabili siano individuati".