New York Scuola, tutto da rifare. Il Senato non vota sui "superpoteri" a Bloomberg
Contrordine compagni! Il senato dello Stato di New York non ha approvato la proposta di legge per estendere il mandato che dà al sindaco Michael Bloomberg pieni poteri sul sistema scolastico cittadino.
Martedì sera i democratici cantavano vittoria, ma il loro trionfo è durato poco. Era successo che mentre i 31 democratici erano riuniti in aula, era transitato il senatore repubblicano Frank Padavan che, con la sua presenza, aveva dato temporaneamente il quorum per la votazione. Ma il senatore Padavan era passato dall'aula solo perchè gli altri accessi erano bloccati e quindi la votazione non era valida.
Il senato, infatti, ha 31 democratici e 31 repubblicani e non essendoci una maggioranza è ingovernabile.
Fino alla metà di giugno i democratici detenavo la maggioranza con 32 seggi, mentre i repubblicani ne avevano 30. Due senatori hanno cambiato partito. Pedro Espada, del Bronx e Hiram Monserrate di Queens, ma quest'ultimo poi ci ha ripensato ed è rientrato nei ranghi. Espada, invece, ha detto di essere il presidente pro tempore della maggioranza repubblicana. Da allora con 31 voti ciascuno su 62 seggi, regna la paralisi. Una situazione grottesca di totale irresponsabilità perchè sul tavolo di lavoro ci sono importanti leggi che devono esere discusse e, dato lo stallo, nessuno lo fa. Entrambi gli schieramenti si lanciano accuse, ma nessuno fa un passo per risolvere la situazione. Il governatore David Paterson convoca quotidianamente la camera alta, ma i senatori dopo aver fatto l'appello ed essersi contati e, una volta costatata l'impossibilità di avere una maggioranza, se ne vanno e Paterson li riconvoca per il giorno successivo. Ha detto che lo farà anche per il weekend del 4 di luglio. Il risultato è stato che ieri mattina il Board of Education della città di New York si è riunito per rinominare Joel Klein Chancellor, anche se in pratica il ssitema scolastico continuerà ad essere gestito dal sindaco.
Bloomberg ieri era furibondo con i senatori di Albany. Controllato nelle parole, ma furibondo nei fatti. "Speriamo - ha detto il sindaco - chec riescano a rinsavire".
New York. DioGuardi candidato al Senato
17-03-2010












