Cultura

Archeologia. A Roma il tesoro restituito 14 pezzi provenienti dal Museum of Art di Cleveland

03-07-2009


ROMA. Il pezzo più commovente è una croce processionale in rame dorato del XIV secolo, capolavoro dell'arte gotica rubato qualche decennio fa dalla chiesa di un paesino toscano. Il più antico, altrettanto prezioso e raro, un arciere di bronzo testimone dell'arte nuragica fra il 900 ed il 700 a C. Ma sono 14, tutte di grande qualità, le meraviglie dell'arte e dell'archeologia finalmente restituite all'Italia dal Museum of Art di Cleveland. Per l'Italia, "un nuovo successo della diplomazia culturale, del lavoro di magistratura e carabinieri", fa notare il ministro Bondi arrivato ad accoglierli, come fu un anno e mezzo fa per lo strepitoso Vaso D'Eufronio (allora ministro era Rutelli).
L'emozione è sempre la stessa. "Ho proseguito il lavoro di Veltroni, Urbani, Buttiglione e Rutelli", dice il ministro, che insiste sulla continuità in questo settore della politica portata avanti negli anni dal suo ministero.
Riuniti sul piano di un grande tavolo di mogano nel fastoso salone dell'Avvocatura dello Stato, i piccoli e grandi capolavori restituiti raccontano oltre duemila anni di storia e di costume dell'Italia più antica, dalla Sardegna alla Sicilia, la Campania, la Puglia, il Lazio, la Toscana. C'é il delicato piccolo arciere di bronzo con in testa un elmo con tanto di corna apotropaiche, testimonianza preziosa dell'arte nuragica - spiega il direttore generale per l'archeologia Stefano De Caro - ma anche della capacità e della raffinatezza raggiunta da quelle comunità nella lavorazione del metallo.
A Sant'Antioco in Sardegna già lo aspettano: "E' la prima restituzione che riceviamo", sorride l'assessore regionale alla cultura Lucia Baire. Ma c'é anche il grande, bellissimo cratere corinzio prodotto con tutta probabilità per la mensa di un aristocratico etrusco. E ancora, i bracciali d'argento strappati dalla tomba di una nobildonna etrusca, il particolarissimo Rhyton attico, un corno potorio che ha la forma di una testa di mulo, il grande cratere apulo a mascheroni della seconda metà del IV secolo a C con la partenza di Ettore per l'ultima battaglia. Persino un vaso-biberon a forma di maialino, proveniente con tutta probabilità dalla Sicilia.
Eccezionale, anche perché è il primo reperto non classico a essere restituito all'Italia, la croce gotica trafugata da una chiesa di Trequanda, in provincia di Siena. "Capolavoro assoluto", sottolinea De Caro. Incassata la soddisfazione, la battaglia continua, assicura Bondi. In arrivo, restituite spontaneamente dal Michigan, ci sono anche due tavole aquilane che raccontano la vita di Sant'Eustachio. E poi ci sono le varie trattative aperte, anche in Europa.
A sottolinearlo è il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, tra gli ospiti eccellenti della cerimonia, presieduta dall'avvocato dello Stato Oscar Fiumara :"Le cose che andiamo cercando sono ancora tante - dice - Le cercheremo con maggiore e rinnovata costanza perché il successo stimola". Sempre con il museo di Cleveland c'é un discorso aperto per due opere, una nike alata in terracotta e una statua di bronzo, che l'Italia aveva chiesto di riavere insieme ai 14 già restituiti. La commissione bilaterale annunciata sette mesi fa per affrontare il problema è stata per il momento solo designata.