Dall'Italia

Arrestato Nicola Caterino ‘o cecate'. Nuovo colpo ai casalesi, notificate 14 ordinanze di cusodia cautelare

03-07-2009

CASERTA. "Non potete arrestarmi, sono cieco e le mie condizioni di salute sono incompatibili con il regime carcerario". Così Nicola Caterino, soprannominato " ‘o cecate'‘ (il cieco) si è rivolto agli agenti della Dia di Napoli che gli stavano notificando a Cesa (Caserta), dove si trovava agli arresti domiciliari, una delle 14 ordinanze di custodia cautelare in carcere con l' accusa di omicidio, emesse dal Tribunale di Napoli su richiesta della Dda.
I provvedimenti sono stati emessi nell'ambito dell'operazione "Spartacus End", conclusa nella mattinata di oggi con 12 arresti di esponenti di vertice del clan dei casalesi. Due dei destinatari dei provvedimenti restrittivi, Pasquale Vargas e Antonio Iovine, sono latitanti. Iovine, insieme a Michele Zagaria, ricercato come lui da oltre 12 anni, è inserito tra i 30 ricercatti più pericolosi d'Italia. Nicola Caterino fu ferito in un agguato alla mandibola da un colpo di pistola che fuoriuscì da un occhio. Accusato di triplice omicidio e di associazione per delinquere di tipo camorristico ottenne gli arresti domiciliari a seguito di perizie mediche ache attestavano che le sue condizioni fisiche non erano compatibili con il regime carcerario.
Il provvedimento restrittivo di ieri fa riferimento all'omicidio di Pasquale Piccolo, ucciso tra Formia e Gaeta il 21 luglio 1988 perché frequentava Salvatore Bardellino, fratello di Antonio, capo indiscusso del clan dei casalesi prima di essere eliminato in Brasile, dove si era rifugiato. Francesco Schiavone, detto " Sandokan", Vincenzo De Falco, detto "il fuggiasco" e Francesco Bidognetti, detto "Cicciotto ‘e mezanotte'‘, che subentrarono ai vertici dell'organizzazione dopo l'uccisione di Bardellino, ordinarono pena la morte a tutti i suoi affiliati di transitare nel nuovo clan o di abbandonare Casal di Principe e di non avere contatti con i familiari dello stesso Bardellino.
Ma Nicola Caterino è anche ritenuto responsabile, insieme con Giancarlo Di Sarno, altro arrestato nell'operazione di questa mattina, del triplice omicidio di Villaricca del 5 novembre del 1990. Qui i casalesi, per favorire il clan Verde, loro alleato, parteciparono al triplice omicidio di Domenico Tambaro, Vincenzo Ranucci e Vincenzo Mauriello.
Destinatari dei provvedimenti eseguiti ieri mattina sono anche altri esponenti di vertice dei casalesi: Mario Schiavone, Alfredo Zara, Enrico Martinelli, Giuseppe Diana, Cipriano D'Alessandro, Augusto, Cesare e Luigi Bianco. Nei loro confronti sono stati adottati in passato provvedimenti di sequestro e di confisca di beni mobili ed immobili.