Crisi Usa. Disoccupazione record
WASHINGTON. Negli Stati Uniti è di nuovo disoccupazione record, con le cifre di giugno peggiori di quanto prevedessero gli analisti: quasi mezzo milione di posti di lavoro in meno, con una percentuale record da 25 anni a questa parte, pari al 9,5% della popolazione attiva.
Le cifre hanno particolarmente colpito il presidente Usa Barack Obama che si è detto profondamente deluso e preoccupato, ma ha voluto pronunciare in diretta televisiva qualche parola di conforto destinata ai milioni di americani che hanno perso il posto di lavoro proprio in questi mesi. Presentando una iniziativa per la creazione di nuovi posti di lavoro alla Casa Bianca, Obama ha detto: "Siamo nella peggiore recessione dai tempi della Grande Depressione. Ci sono voluti anni per finirci dentro, ci vorranno ancora mesi per uscirne".
Ma secondo il presidente qualche segno di stabilizzazione c'é, perché le cifre di ieri sulla disoccupazione "sono meno devastanti di quelle" dei periodi appena precedenti, e probabilmente segnalano che "la recessione sta rallentando".
Un aumento, leggero, per il tasso di disoccupazione c'é stato anche nei Paesi che compongono l'area dell'euro: in maggio si è attestato al 9,5% contro il 9,3% di aprile. Era al 7,4% nel maggio 2008. Quello di maggio, fa notare Eurostat, l'ufficio Ue di statistica, è il tasso più elevato nella zona dell'euro dal maggio 1999. Un record già segnato anche in aprile.
Negli Stati Uniti il calo degli occupati di giugno segue quello, pari a 322.000 unità, del mese precedente, rivisto in meglio dalla precedente stima di 345.000 posti persi. Il tasso di disoccupazione , pur salito di un decimale rispetto a maggio, resta inferiore rispetto al 9,6% previsto dagli analisti più pessimisti.
Eppure i numeri pubblicati ieri dal dipartimento del Lavoro non sembrano indicare un gran successo del pacchetto di stimolo fiscale dell'amministrazione Obama nel riavviare l'economia americana, con il tasso di disoccupazione che resta ai massimi dall'agosto del 1983. Molti analisti (e anche la Casa Bianca) si aspettano un ulteriore aumento dei senza lavoro nel resto dell'anno, con conseguenze nefaste per i consumi, che da soli fanno i tre quarti del prodotto interno lordo americano e sono il motore del'economia Usa.
Intanto continuano a stagnare anche i salari: le retribuzioni medie orarie degli americani, a giugno, sono rimaste immobili contro previsioni per un lieve incremento (0,1%) su mese, e su base annua sono aumentate del 2,7% contro il 2,9% stimato dagli analisti. Tengono, invece, le ore lavorate, con l'orario settimanale medio stabile a 33,1 ore contro previsioni per un lieve calo a 33 ore.
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