Il pacchetto sicurezza alla prova delle badant.i I simboli e la realtà
Il "pacchetto sicurezza" è un testo molto ambizioso. Con i suoi tre maxiarticoli si propone di combattere l'immigrazione clandestina, inasprire le pene per i mafiosi e rendere più sicuro il territorio. Nel testo ci sono moltissime norme: si va dal carcere per l'accattonaggio dei minori alle pene contro le truffe agli anziani, dal carcere e le multe per i graffitari al ripristino del reato di oltraggio a pubblico ufficiale.
Ma soprattutto c'è l'introduzione del reato di clandestinità: una norma chiave che potrebbe colpire - a seconda di come sarà applicata - immigrati che hanno un lavoro, quali le badanti. La punizione prevista non è il carcere ma un'ammenda da 5mila a 10mila euro e l'espulsione. Secondo alcuni, come Carlo Federico Grosso, "il nuovo reato appare ai tecnici del diritto più che altro come un manifesto" che può ingolfare il sistema giudiziario. Si tratta, per certi versi, di un approccio più severo rispetto alla legge "Bossi-Fini", perché si accentua il profilo di "tolleranza zero", ricorrendo soprattutto alle aggravanti di pena.
Non sono solo "manifesti", ma il reato d'immigrazione clandestina e la previsione di ronde sul territorio hanno un valore simbolico oltre che reale. È un messaggio all'opinione pubblica: le forze politiche che hanno voluto il "pacchetto" - prima fra tutte la Lega, che ha il pieno diritto di rivendicarne la paternità - stanno attuando il loro programma elettorale, come promesso. Nel farlo, hanno messo in conto le prevedibili reazioni dei partiti di opposizione, del Vaticano e delle associazioni che si occupano degli immigrati. Reazioni che avrebbero potuto - come in taluni casi era accaduto in votazioni a scrutinio segreto - tradursi nell'approvazione di alcuni emendamenti al testo, per esempio sulla durata della permanenza nei Cie.
Il governo poteva scegliere fra due soluzioni: correre il rischio che il Parlamento modificasse alcune norme (probabilmente rendendole meno severe) col conseguente allungamento dei tempi di approvazione o dare subito una risposta all'opinione pubblica. Ha scelto la seconda, ponendo la fiducia alla Camera e al Senato, blindando il testo e conducendolo in porto rapidamente (almeno nelle fasi finali). Lo stesso presidente della Camera Fini ha invitato la maggioranza a riflettere su alcuni punti, perchè sulla questione dei rifugiati politici e sulle badanti irregolari possono crearsi problemi giuridici e sociali. Probabilmente fra qualche mese il governo opererà alcuni aggiustamenti, laddove già ora s'intravvedono norme bisognose di ritocchi e riformulazioni.
La fase applicativa del "pacchetto" sarà una dura prova per gli operatori del settore, non solo perché la legge è in realtà un robusto "corpus" normativo che disciplina decine di situazioni e temi diversi, ma perché restano svariati problemi da risolvere.
Fra tutti: la possibilità non remota che "colf" e badanti clandestine siano espulse lasciando le famiglie senza sostituti e l'ipotesi che - pur se i medici non hanno obbligo di denuncia - molti irregolari portatori di malattie pericolose decidano di non curarsi o di curarsi in strutture non idonee, col rischio di diffondere patologie gravi.
Il "pacchetto sicurezza", insomma, è come una macchina potente, che può dare frutti se condotta con sapienza e accortezza, soprattutto nella fase di rodaggio, ma che dovrà sottoporsi al primo importante tagliando già in autunno, per evitare che alcuni "difetti di fabbrica" finiscano per danneggiarla.
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