Le priorità di Obama al G8: risanare l'economia e aumentare gli aiuti allo sviluppo
ROMA. Risanare l'economia mondiale e insieme aumentare gli aiuti per i Paesi poveri. In un'intervista all'Avvenire alla vigilia del suo arrivo in Italia per il summit dell'Aquila e l'udienza da Benedetto XVI, il presidente Barack Obama traccia le priorità americane per il G8, inserendo in cima all'agenda il sostegno ai Paesi in via di sviluppo. Nonostante la crisi finanziaria insomma, l'inquilino della Casa Bianca cercherà di spingere gli altri big dell'economia mondiale a seguire la strada stracciata dagli Stati Uniti, stanziando "consistenti aiuti" destinati allo sviluppo.
Obama ricorda di aver fatto recentemente approvare dal Congresso "uno stanziamento di 100 miliardi di dollari in crediti per il Fondo monetario internazionale, come strumento di aiuto per i Paesi poveri". "Come Stati Uniti - anticipa - abbiamo in programma di raddoppiare gli aiuti" e "la nostra priorità al G8 è indurre gli altri Paesi a fare altrettanto".
Sempre dalle colonne di un quotidiano italiano, il Corriere della Sera, anche il presidente cinese Hu Jintao - che domani sera arriverà a Roma - ha promesso ieri "esplicitamente" che Pechino aumenterà "gli aiuti verso i Paesi africani" e cancellerà o ridurrà i loro debiti.
In tempi di crisi d'altra parte, la presidenza italiana sta lavorando da mesi per dare un connotato 'sociale' al vertice. Non a caso la terza giornata dei lavori, alla presenza dei leader africani, sarà interamente dedicata ai problemi del Continente: lotta alla povertà, alle pandemie, cooperazione allo sviluppo. Ieri l'altro il titolare della Farnesina Franco Frattini ha ribadito che dal vertice dei Grandi arriverà una nuova "strategia" per gli aiuti allo sviluppo (che sono "un investimento" e non "una spesa") centrata su "un meccanismo di corresponsabilità tra donatori e riceventi".
Certo, dalle promesse bisognerà passare ai fatti. Gli obiettivi del Millennio che nel 2000 189 capi di Stato e di governo si impegnarono a raggiungere entro il 2015 (sradicamento di povertà estrema e fame, riduzione della mortalità infantile, sostenibilità ambientale e lotta alle pandemie) sono ancora molto lontani da raggiungere. Proprio ieri Frattini ha assicurato ad una delegazione di ecclesiastici e di Ong cattoliche che l'Italia "manterrà gli impegni assunti" durante i precedenti summit degli Otto grandi. Ma giovedì il portavoce della Coalizione italiana contro la povertà, Sergio Marelli, ha incontrato il premier Silvio Berlusconi dichiarandosi soddisfatto "solo a metà" del colloquio.
"Berlusconi condivide la nostra linea, dare lo 0,51% del Pil entro il 2010 per aiuti ai paesi poveri e lotta ai cambiamenti climatici: si è impegnato a presentarle al vertice dell'Aquila ma si è detto pessimista sul loro pieno accoglimento. Non accetto che il presidente di turno del G8 getti la spugna prima dell'inizio del vertice", ha detto Marelli uscendo da Palazzo Chigi ed evidenziando come l'Italia, tra i Paesi dell'Ue, sia quello più in ritardo nell'erogazione di fondi del Pil per gli aiuti.












