Dal Mondo

Afghanistan. Duri combattimenti tra Marine e talebani

04-07-2009

ROMA.  I marines avanzano nei campi di papaveri dell'Afghanistan. Nel secondo giorno dell'offensiva lanciata dagli americani nella valle dell'Helmand, la roccaforte-cassaforte dei talebani, la resistenza incontrata è scarsa stando a quanto riferito dal portavoce della spedizione, il capitano William Pellettier. E mentre i marines attaccano, proprio ieri da Mosca è arrivato l'annuncio che nel prossimo summit tra i presidenti russo Medvedev e americano Obama sarà firmato l'accordo che consentirà il passaggio in territorio russo di materiale militare americano destinato all'Afghanistan.
Il primo nemico dell'Operazione Khanjar (Colpo di spada in lingua pashtun, quella della maggioranza della popolazione nell'Helmand) sembra essere il caldo, il secondo l'apparente inconsistenza dei talebani che probabilmente si nascondono tra la popolazione. Da quando è scattata l'offensiva, nella notte tra mercoledì e giovedì, le forze Usa hanno registrato un solo caduto.
La Gran Bretagna invece è in lutto per la morte di un tenente colonnello, rimasto ucciso in uno scontro a fuoco nella zona settentrionale dell'Helmand, dove le Wwelsh Guards hanno preso il controllo di una serie di punti strategici. Il marine americano è morto in uno dei pochi veri scontri a fuoco dell'offensiva: alcune ore di battaglia nel distretto di Garmser, la zona più meridionale della regione, che confina a est con la provincia del Kandahar e a sud con il Pakistan.
"Quello di ieri sera - ha detto il capitano Pellettier citato dalla Cnn - è stato lo scontro più significativo". Altri marine sono stati feriti, alcuni hanno invece avuto bisogno dell'infermeria a causa di colpi di calore. Preso subito il centro di Nawa e, dopo la battaglia di giovedì sera, quello di Garmser, i marines hanno poi negoziato l'ingresso a Khan Neshin, capoluogo del distretto di Rig. Dettaglio, questo della negoziazione, che è stato riferito da Pellettier e che dà il senso del taglio politico che è stato dato alla missione militare.
Già giovedì i responsabili della spedizione avevano reso noto che era stato dato ordine ai marines di accamparsi nelle città, di far sentire la presenza alla popolazione in modo da sottolineare la differenza di questa operazione rispetto a quanto fatto negli ultimi tre anni dalle forze britanniche che avrebbero dovuto controllare l'area e che invece, anche a causa dei limitati mezzi a disposizione, non hanno potuto far altro che impegnarsi in una lunga serie di scontri mordi-e-fuggi contro i talebani. "I nostri - ha raccontato ieri Pellettier citato dai media americani - prima di entrare nel villaggio per organizzare i loro accampamenti hanno atteso di parlare con i capi anziani. Sono entrati con il loro permesso e hanno instaurato un dialogo". Quello del dialogo, e della diffidenza verso gli americani, sembra essere al momento l'ostacolo principale da superare.
Un giovane afghano di Khan Neshin infatti ha paragonato i militari Usa ai talebani: "Anche loro arrivano, stanno una notte e poi se ne vanno da un'altra parte. Proprio come voi...". L'avanzata in punta di piedi implica anche un contenuto uso delle armi. Nella battaglia per il controllo di Garmser, riferiscono i militari americani, sono state usate solo armi leggere ed anche il supporto dall'aria è stato contenuto. Gli elicotteri d'attacco Cobra, ad esempio, hanno usato solo il cannoncino di bordo, ma non hanno lanciato bombe ed anche le truppe a terra hanno usato le armi automatiche, ma mai i pezzi di artiglieria pesante. Un "tatto" che contrasta con quanto avviene al di là della frontiera col Pakistan, dove le bombe di un drone