Pacchetto sicurezza. Le critiche della Cei
ROMA. Il pacchetto sicurezza, che introduce il reato di immigrazione clandestina, indigna le organizzazioni cattoliche di base, non convince i vescovi della Cei, riceve la stroncatura del segretario del Pontificio consiglio per i migranti, monsignor Agostino Marchetto, ma il Vaticano, in quanto tale, non prende una posizione ufficiale.
Nonostante la prudenza d'Oltretevere, però, il leader della Lega Umberto Bossi non va tanto per il sottile. "Il Vaticano ha i suoi problemi e in Vaticano è vietato far entrare i clandestini", é la sua reazione alle critiche che vengono dalla Chiesa. Tutta la polemica parte dalle dure parole di monsignor Marchetto, che ha bocciato senza appello la legge licenziata dal Parlamento dicendo che "porterà solo dolore".
Il ministro dell'Interno Roberto Maroni, uno dei padri del testo, reagisce duramente alle parole del religioso, liquidandole come "la solita liturgia". Maroni condisce la sua replica a monsignor Marchetto con l'accusa, neanche troppo velata, di non conoscere la legge: "Chi ha criticato il ddl sicurezza dovrebbe andare a leggere il provvedimento e dovrebbe rivedere le sue critiche". Più soft il ministro degli Esteri Franco Frattini, che assicura di rispettare "le preoccupazioni del Vaticano", ma difende la legge che "non porterà sofferenza ma solo punizioni per chi commette illeciti". Poi arriva la spiegazione del portavoce della sala stampa vaticana, padre Lombardi. A chi gli chiede se la presa di posizione di monsignor Marchetto possa essere considerata come una bocciatura della legge da parte del Vaticano, padre Lombardi risponde che "il Vaticano come tale non ha detto niente" sul provvedimento.
Già in passato, d'altra parte, il portavoce vaticano aveva spiegato che le dichiarazioni pur autorevoli di singoli rappresentanti di Curia non possono essere assimilate alla Santa Sede. Né a favore né contro, in omaggio alla linea di prudenza fin qui seguita dal Vaticano nei rapporti con il governo italiano. Di fronte alla precisazione, la maggioranza parte all'attacco del centrosinistra e della stampa, colpevole di aver presentato le critiche di monsignor Marchetto come una bocciatura del Vaticano "tout court". Maurizio Gasparri, capogruppo al Senato del Pdl, se la prende con i "bugiardi di professione".
A difesa del provvedimento scende in campo anche il ministro della Difesa Ignazio La Russa: "Il testo che è stato approvato è molto equilibrato. Chi cerca di accreditare, anche all'estero, una natura xenofoba a questo provvedimento si avvale di strumenti scorretti". Ma monsignor Marchetto non sente ragioni e va avanti per la sua strada: "Un arcivescovo, quando pensa di aver fatto il suo dovere, non si ferma a raccogliere le pietre che gli buttano dietro", dice ricorrendo a un'immagine di sapore biblico.
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