Dagli USA

New England. Madre incinta squartata. Il feto ritrovato vivo. Arrestata un'amica. Voleva essere mamma

di Alessandra Baldini

31-07-2009

Una buona notizia nell'orrore del New England: è stato ritrovato vivo il feto strappato dalla pancia di Darlene Haynes, la giovane donna uccisa all'ottavo mese di gravidanza e sventrata in Massachusetts. E' una bambina, in buone condizioni di salute. Con lei si trovava Julie Corey, 35 anni, amica della morta, che è stata arrestata.
La neonata, ritrovata in un ospizio per poveri a Plymouth in New Hampshire, è stata ricoverata in ospedale in osservazione. La Corey è stata incriminata per rapimento, in attesa che vengano concluse le indagini sull'omicidio.
Darlene Haynes, mamma di altri tre figli, aveva 23 anni e l'intelligenza di una dodicenne. E' stata ritrovata lunedì nel suo appartamento di Worcester con il ventre squarciato, chiusa in un armadio della camera da letto. Morta da giorni, secondo la polizia: il cadavere mutilato era in avanzato stato di decomposizione, al punto che inizialmente non era stato possibile identificarne il sesso.
Solo l'indomani il medico legale era riuscito a determinare che la donna, uccisa con un colpo alla testa, era all'ottavo mese e che il feto era stato rubato dal suo ventre. Gli agenti hanno così seguito la pista indicata da alcuni conoscenti della Corey, insospettitisi dopo che la donna si era fatta vedere con una neonata dicendo di aver partorito proprio quando l'amica era scomparsa.
La vicenda ha destato orrore in tutta l'America ma ancora più sconcertante è il fatto che non è stata la prima volta. La dinamica del delitto evoca casi analoghi commessi da donne rese folli dalla voglia di avere un figlio a tutti costi. Lo scenario è sempre quello: la giovane vittima ingenua e credulona, la rapitrice spesso più anziana, con l'orologio biologico che ticchetta verso l'infertilità.
Neanche un mese fa in Oregon Korena Elaine Roberts è stata incriminata per aver squartato Heather Snively e averle rubato il feto. Nel 2008, omicidio fotocopia a Pittsburgh: la sventurata vittima, una teen-ager, si chiamava Kia Johnson, l'assassina di 38 anni, Andrea Curry Demus, era già finita in prigione nel 1990 per aver rapito un neonato da un reparto maternità.
2007: una giuria del Missouri ha condannato a morte Lisa Montgomery, 39 anni, che tre anni prima aveva ucciso un'amica incinta per strapparle il feto dalla pancia. Una storia raccapricciante: l'assassina era andata a trovare la vittima con un pretesto banale - vedere i cuccioli di terrier appena nati - l'aveva strangolata e sventrata con un coltello da cucina. Si era poi pavoneggiata qualche giorno più tardi mostrando agli amici la bambina rubata.
2006, stessa danza macabra in Illinois: Jimella Tunstall, la vittima, era stata sventrata con un rudimentale taglio cesareo. 2008, stato di Washington: Phiengchai Sisouvanh Synhavong attacca Aracoeli Gomez legandole mani e piedi per strapparle il figlio non nato prima di pugnalare a morte la sua vittima.
Anche in quel caso il bambino era sopravvissuto all'attacco e l'assassina aveva sostenuto di esserne la madre legittima.
Nel caso di Darlene "era stato tutto pianificato", ha detto la prozia della vittima Sanrda Grandmaison. Chi ha squartato la giovane mamma del Masachusetts sapeva che l'avrebbe trovata sola in casa perché Christina, l'altra bambina che viveva con lei, era stata mandata a casa della nonna. Inizialmente dell'omicidio era stato sospettato Roberto Rodriguez, il padre di Chistina e della bimba ancora non nata, o il padrone di casa di Darlene, con cui la giovane donna aveva di recente litigato. Oggi il colpo di scena.