Economia

Il presidente della Federal Reserve Ben Bernanke

Crisi Usa. Bernanke: l’economia riparte. Ma restano da affrontare sfide cruciali

22-08-2009

Il cauto ottimismo del presidente della Federal Reserve spinge le Borse mondiali accentuandone i guadagni, anche perché arriva nella giornata dell'inatteso balzo delle vendite di case esistenti: a luglio sono salite del 7,2% ai massimi da quasi due anni. Si tratta dell'incremento maggiore dal 1999, cioé da quando è iniziata la raccolta dei dati

WASHINGTON. L'economia mondiale ha evitato il peggio ed ora inizia a emergere dalla recessione: "Le prospettive a breve termine per un ritorno alla crescita sono buone". La ripresa però "all'inizio sarà lenta". E poi restano ancora da affrontare "sfide cruciali".
Il cauto ottimismo del presidente della Federal Reserve Ben Bernanke spinge le Borse mondiali accentuandone i guadagni, anche perché arriva nella giornata dell'inatteso balzo delle vendite di case esistenti: a luglio sono salite del 7,2% ai massimi da quasi due anni. Si tratta dell'incremento maggiore dal 1999, cioé da quando è iniziata la raccolta dei dati.
Nonostante i recenti miglioramenti, che porteranno l'Ocse a rivedere nei prossimi giorni al rialzo le stime di crescita, il presidente della Bce Jean-Claude Trichet ha invitato indirettamente a non abbassare la guardia e a non lasciarsi prendere da facili entusiasmi:
"Sono un po' a disagio - ha detto - quando a causa di segnali positivi qua e là, diciamo che dopo tutto siamo vicini al ritorno alla normalità. Sappiamo che abbiamo ancora una enorme mole di lavoro da fare e che dobbiamo essere il più attivi possibile". "Anche se abbiamo affrontato evitato il peggio, molte sfide ancora ci attendono. L'attività economia sembra stabilizzarsi sia negli Usa sia fuori e le prospettive di un ritorno alla crescita nel breve termine sembrano buone" ha spiegato Bernanke a Jackson Hole, in Wyoming, intervenendo al simposio organizzato dalla Fed di Kansas City con un discorso dal titolo "Riflessioni su un anno di crisi".
Augurandosi che fra un anno i governatori a Jackson Hole possano constatare i progressi ottenuti sui mercati e sulle loro regole e sull'economia, Bernanke ha constato come la ripresa sarà probabilmente "lenta all'inizio con la disoccupazione che scenderà solo gradualmente dai picchi attuali". Negli Stati Uniti il tasso di disoccupazione si è attestato in luglio al 9,4%, con alcuni stati, come la California, saldamente al di sopra del 10%.
Ma, nonostante i miglioramenti, Bernanke ha osservato che restano "grandi sfide" da affrontare, anche alla luce del persistere delle tensioni sui mercati finanziari e delle difficoltà di aziende a famiglie a ottenere credito. La crisi - ha ammesso il presidente della Fed - ha avuto un "costo umano ed economico enorme". Ma la forte e rapida risposta delle autorità mondiali ha evitato il peggio. "Dobbiamo attaccare le debolezze strutturali del sistema finanziario, soprattutto quelle che riguardano la normativa, così da fare in modo di non ritrovarci a dover sopportare i costi enormi di questi ultimi due anni".
Evocando il "panico" osservato fra settembre e ottobre 2008, Bernanke ha invitato a proseguire sulla strada della riforma del sistema finanziario, in particolare nella gestione del rischio di liquidità seguendo le raccomandazioni del comitato di Basilea.

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