Economia

Fiat. Marchionne al lavoro. A Breve i piani Chrysler

25-08-2009

NEW YORK. Da un "modesto ufficio" nel centro tecnico Sergio Marchionne guida Chrysler nel reinventarsi. E lo fa importando a Detroit la "stessa agenda" utilizzata per il rilancio di Fiat nel 2004. Un'agenda che fra poco produrrà i primi frutti: dopo novanta giorni di silenzio, Chrysler si appresta a divenire più "aperta e trasparente" e, soprattutto, ad alzare il velo - come riporta il Detroit News - sulle sue strategie di lungo termine. 

Nessuna data ufficiale è stata ancora fissata ma alcuni dipendenti lavorano sodo per rispettare la scadenza del 1º settembre per il piano prodotti.

Lo stile dell'amministratore delegato, che si divide fra Torino e Detroit, piace a chi gli lavora a fianco. I cambiamenti introdotti con la nuova gestione Fiat hanno "scioccato" anche gli addetti di fascia più bassa. 

Rientrando negli stabilimenti pochi giorni dopo l'uscita dalla bancarotta di Chrysler, i dipendenti si sono trovati di fronte una realtà diversa fatta di pareti tinteggiate a nuovo con una scritta di bentornati al lavoro: "World Class Manufacturing. Welcome back Chrysler Group Employees". 

Un messaggio breve ma in grado di far immediatamente capire l'obiettivo del nuovo team di management italiano: mettere a punto una strada nuova, più flessibile ed efficiente di produrre auto e mezzi pesanti e reinventare la Chrysler così da renderla competitiva e redditizia. 

Il "World Class manufacturing" è infatti il processo di produzione messo a punto della Fiat, che ora ha il controllo di Chrysler, per migliorare la qualità e l'efficienza. Si inserisce in questo quadro la lotta agli sprechi.

"Lo spreco non ha posto in una società guidata da Marchionne" osserva il Detroit News, ricordando come nel 2007 proprio Marchionne a Torino aveva definito gli "sprechi non etici".  In questa lotta il nuovo management ha riorganizzato i gruppi di lavoro, portandoli a 10 unità dalle cinque precedenti, e addestrando i dipendenti a svolgere tutti i lavori non solo uno come nella vecchia tradizione. 

Il sistema produttivo di Fiat ha 20 pilastri di eccellenza che ogni impianto dovrebbe centrare: per stimolare i dipendenti Fiat favorisce la competizione fra singoli impianti.

Attualmente in Nord America sono i lavoratori messicani a essere in vantaggio, grazie anche all'idea che dovrebbero produrre quattro modelli della Fiat 500. Seguono i canadesi e poi gli americani.  Marchionne dirige le operazioni da un "modesto ufficio" presso il centro tecnico, nulla a che vedere - mette in evidenza il Detroit News - quindi con "l'attico a cui si appoggiavano diversi dei precedenti manager".

E il suo stile piace anche ai colletti bianchi che lo circondano, nella sua squadra composta da 23 manager. Appaiono "soddisfatti del nuovo corso e della maggiore velocità decisionale del gruppo", aggiunge il giornale. 

Sotto la direzione di Marchionne i dipendenti di Chrysler sono al lavoro per rilanciare ogni aspetto della società, dalla struttura organizzativa al processo di produzione, passando per la nuova linea prodotti. Secondo Detroit News, Chrysler produrrà quattro versioni della Fiat 500 in Messico.


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